Paolo Vitali & Sonja Brambati
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Namibia
Cycling & more
April/May 2022

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Photo by Paolo Vitali
 
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In poche parole
Un viaggio lungamente sognato causa pandemia da COVID, di positivo c'è che il periodo Aprile/Maggio, rispetto a quello originale Ottobre/novembre risulterà molto piu' fresco e quindi adatto a pedalare e godere appieno le giornate!
Viaggiamo supportati da due jeep, scarichi di ogni peso, possiamo godere delle attrattive turistiche oltre che del piacere di pedalare in questi luoghi.
Il vento è sempre presente, come da regola, quasi sempre contrario, ma fa parte del gioco. Le acacie, le cui spine sono temibili nemiche per le forature, diventano indispensabili per una pausa ombrosa. Ogni serata in tenda diventa magica all'immancabile tramonto infuocato, cui segue barbeque e conviviale serata davati al fuoco.
Attraversiamo il Namib-Naukluft Desert, l'altopiano delle Gamsberg Mountain, il Namib-Naukluft National Park con le superbe dune si sabbia rossa di Sossusvlei per poi arrivare a Swakopmund, dove in poche ore di barca dalla Walvis Bay possiamo avvistare delfini e balene!
Di nuovo nel Namib desert per le pittoresche guglie di Spitzkoppe e Branbeg mountains, e l'immancabile Ethosha national park, dove possiamo ammirare ogni genere di gazzella, elefanti, rinoceronti, leoni e persino un leopardo.
Rispetto ai precedenti viaggi in Africa (Kenya, Tanzania, Uganda, e Madagascar) ci è mancato il rapporto con la gente locale, in Namibia tutto è stato colonizzato, i terreni sono per lo piu' recintati e non è possibile uscire dalle sterrate principali, per quelli occorrerà tornare in altri paesi, qui si godono I paesaggi, la natura, e la vista di animali selvatici da noi inesistenti!
 
 
22 April - 8 May 2022 
Il nostro magnifico gruppo


Sonia Brambati
Franz CarraraCamillo Gerosa, Magali LapierreMarc LapierreCesare Mauri, Elena Petro', Paolo Vitali, Steve Wall.
Un po' piu' in dettaglio, ma non troppo ...
Dopo due lock down, due biglietti aerei annullati, una falsa partenza ... finalmente riusciamo a decollare per questo viaggio lungamente sognato, avevo iniziato ad organizzarlo nel già lontano Gennaio 2020!
All'aeroporto di Malpensa ci fanno ancora soffrire con assurde burocrazie, il formato del lasciapassare COVID di alcuni non piace al check-in .... da li in poi la pandemia sarà completamente dimenticata, incluso sul volo di ritorno, dove grazie al DPCM emesso nel frattempo il lasciapasare non serve neppure piu'!
Quando atterriamo finalmente ci crediamo, si torna a viaggiare.
A Windhoek la temperatura è molto piu' fresca di quella che gli amici francesi venuti in Ottobre/Novembre ci avevano descritto, la cosa ci rallegra molto, perchè dovrebbe permetterci di pedalare molto meglio.
Ci accolgono Megusto, Markes e Franz, che saranno i nostri autisti, cuochi, guide e tuttofare per l'intero tragitto.
L'intenzione infatti non è di pedalare in autonomia, le distanze sono troppo lunghe tra un luogo e l'altro, le strade sterrate renderebbero alla fine monotono e troppo faticoso il viaggio; piuttosto pedaleremo il mattino con il fresco, per raggiugere poi con i mezzi il campo per la notte successiva, godendo cosi' sia il bello della pedalata, che le attrattive naturali e turistiche di questo paese.
Windhoek ci sembra piu' una tranquilla cittadina d provincia piuttosto che la capitale: nessun grande palazzo, poco traffico, pulita ed ordinata. Oltre al vecchio forte, la Chiesa Cattolica del 1896, il palazzo del parlamento, e alcuni quartieri con archiettura tipica del periodo coloniale tedesco, non molto altro da visitare, cosi' il mattino successivo siamo già in sella per i primi 66 Km di sterrato, seguiti da altri 104, in direzione est verso il Namib-Naukluft Desert, traversando l'altopiano delle  Gamsberg Mountain. 
Il vento , come da regola per ogni ciclista, ci è contrario, soffiando fino al primo pomeriggio da Est-SudEst, e scopriremo nei prossimo giorni che, tranne qualche rara eccezzione questa è la regola in questo periodo. Nel pomeriggio spesso si orienta da ovest, ma quasi sempre a quel punto abbiamo finito di pedalare.
Nonostante la fresca brezza mattutina, che ci fa indossare maglie a maniche lunghe per le prime ore di sella, quando si avvicina il mezzodi' il sole gioca la sua parte, e l'assetto cambia completamente.
Le acacie, tanto temute per le terribili spine che potrebbero causarci noiose forature, a quel punto diventano molto ricercate, perchè sono quelle che possono offrire il miglior riparo ombroso per una sosta "appetitosa" ...
Non vediamo animali in questo tratto, ma siamo ancora molto vicini alla città, solo un cobra verde  ci attraversa la strada ... e che darà da pensare a tutte le nostre signore ogni qualvota si allontaneranno nel bush per.......!
Le notti successive saranno tutte in tenda, ma per questa ci godiamo il lusso di un incredibile lodge, la Namibgrens Farm, con chalet sparsi nel raggio di diversi chilometri, costruiti parte integrante con enormi e bellissimi blocchi di granito rosso, che si infiammano la sera in un lungo tramonto. La prima camera della mia vita dove potrei fare del bouldering partendo direttamente dal letto!
Non si vedono fiumi o laghi, se non qualche piccola pozza, eppure l'acqua non manca, pompata da ricche falde e fiumi sotterranei, che si riempono nella stagione delle piogge, e diventano risorsa essenziale per ogni forma di vita. Gli scarichi vengono raccolti lontani da ogni abitazione, essicati, poi in parte riutilizzati come concimi. Sembra che l'uomo si sia in qualche modo integrato in questo ambiente prevalentemente desertico ed apparentemente ostile!
Continuiamo in direzione sud-ovest verso le Naukluft Mountains, al primo mattino avvistiamo delle zebre di montagna, poi i primi springbok, horyx e kudu. Saliamo un passo, cui segue una leggera discesa, nonostante un po' di vento riusciamo a pedalare ancora per 65 km, poi altri 91 in vettura ci condocono ad un caratteristico campo sul fiume (già secco) Tsauchab, dove passeremeo due notti.
Il nostro caro Brexit, soprannome subito affibbiato a Steve, unico inglese nel gruppo misto italiano e francese, ci allieta la serata con una chitarra recuperata alla Guesthouse del campo, piacevilmente scaldati da un ricco fuoco, che durante la calura del giorno non avremmo mai pensato di accendere!
Siamo ai confini del Namib-Naukluft National Park, dove si trova la località piu' famosa della Namibia, Sossusvlei. Per un giorno conviene rinunciare a pedalare, per essere all'ingresso del parco alle prime luci dell'alba, e poter ammirare queste dune di sabbia alte fino a 400 m infiammarsi di rosso sullo sfondo di un cielo blu cobalto!
La salita a piedi ad alcune di queste dune è un'esperienza che nella sua semplicità permette di godere una vista superlativa, da non mancare. Quando poi il resto dei turisti si fermerà sulla prima cima di duna, continuare ... poi da soli, a pestare la sabbia sulla cresta affilata, sembrerà come si stesse battendo una traccia di neve fresca,  persi in un mare di enormi onde rosse.
La stagione delle piogge da poco terminata è stata ricca, alcuni dei laghi salati al fondo delle dune hanno ancora acqua, ma per lo piu' sono già secchi, con il tipico terreno bianco crepato, e le acacie carbonizzate a formare un panorama a dir poco suggestivo.
Passiamo per il Sesriem Canyon, logica continuazione del Tsauchab river dove abbiamo il campo, e fatichiamo a immaginare fiumi di acqua  scavare queste formazioni rocciose.

Questo è il punto piu' meridionale del nostro viaggio, ora cominciamo a risalire, prossima tappa è la rinomata zona balneare di Swakopmund, ben 400 Km di strada in direzion nord nord-ovest.
Pedaliamo poco piu' di 50 km, ma per il caldo ed il vento teso in direzione contraria la ricordiamo forse come la pedalata piu' faticosa.
Swakopmund fu fondata nel 1892 dai coloni tedeschi come principale porto dell'Africa sud-occidentale, oggi è una ridente cittadina turistica di mare, completamente circondata da un paesaggio desertico lunare, con ogni tipo di attrattiva, di terra, mare e cielo!
L'uscita in barca nella Walvis Bay è una tappa immancabile,  nell'arco di poche ore avvistiamo oltre alle immancabili foche, numerosi delfini, e persino due balene! Il tutto accompagnati da grossi pellicani e foche che salgono allegramente a bordo del battello.
Il costo della vita è basso rispetto all'europa, ci si puo' permettere un buon hotel, il pesce è fresco, molto buono ed economico!
Dopo l'escursione in battello ripartiamo subito alla volta del Namib desert, non c'è il tempo per pedalare (ma di pomeriggio la temperatura è comunque improponibile!), dobbiamo raggiungere in tempo la regione di Spitzkoppe per poer metter il nostro prossimo campo.
Nel Namib desert le guglie di Spitzkoppe appaiono già da molto lontano, la cima centrale piu' alta ed aguzza è molto elegante, un po' arditamente qualche locale la definisce "il Cervino della Namibia".
Con le ultime luci del tramonto le guglie si incendiano di colore, montiano il campo affascinati da questo ambiente che sembra proiettarci in un film del Far-West.
Spendiamo la giornata successiva facendo un suggestivo trek intorno a tutto il gruppo, dove si possono visitare anche due grotte che conservano bellissime pitture rupestri; poi, memori del tramonto precendente, inforchiamo la nostra due ruote per raggiungere in questo ambiente fiabesco un arco di pietra rinomato per gli effetti serali.
Un ultimo sguardo a queste guglie, immaginando possibili linee di arrampicata sul granito a grana grossa che sicuramente si presterebbe ... e lasciamo un po' a malincuore questo luogo incantato!
La tappa che ci porta alle pendici delle Branbeg mountains sarà la piu' lunga in sella, 73 km, e la piu' breve in auto, 67 km.
Purtroppo non avvistiamo elefanti, che spesso popolano quest'area, ma il giorno successivo, dopo aver lungamente seguito il greto secco di un fiume ci imbattiamo in un numeroso gruppo con elefanti di ogni dimensione ed età. Gli scatti si sprecano, e spiace ad un certo punto girare la jeep per fare ritorno!
L'oasi di Medisa si presenta nel suo aspetto migliore dopo l'ultima stagione delle piogge, un po' di fresca erbetta alla base degli immancabili blocchi di granito rosso, comodi spiazzi sabbiosi all'ombra di enormi acacie per le nostre tende, le serate davanti al fuoco con il cielo infuocato diventano parte integrante di questo viaggio! 
Nella Hua Valley visitiamo l'improbabile "Twyfelfontein", un angolo nascosto di deserto costellato di rocce granitiche, luogo importante nell'era della pietra per le ricche sorgenti d'acqua, di cui oggi una sola ancora sgorga un piccolo rigagnolo. Rimangono segno indelebili di quell'era circa 2000 belle incisioni rupestri, che  ed i segni di una costruzione della famiglia che coraggiosamente si stabili in questo angolo remoto alla fine della seconda guerra mondiale.
Tra pedalate, uscite in barca, escursioni a piedi, le foto agli animali, le serate intorno al fuoco ... il tempo ci è volato, senza accorgerci siamo già alla tappa finale del nostro viaggio: il parco nazionale di Ethosha.
Naturalmente nel parco è vietato andare in bicicletta, e persino scendere dalle jeep, il motivo appare evidente appena partiamo per il nostro Game Drive la mattina seguente. Oltre a veri e propri greggi di ogni genere di gazzelle, Kudu, Impala, Gnu, Oryx, Springbock abbiamo la fortuna di avvicinare anche giraffe, rinoceronti, leoni, e per la prima volta nella mia vita un leopardo.
Dal campo Okaukuejo muoviamo quindi verso sud, in direzione di Windhoek, e ancora una volta siamo sorpresi dal fatto che tutti i terreni a lato della strada siano recintati, qualsiasi deviazione dalla strada principale è praticamente impossibile.
Si tratta di enormi proprietà private di proprietari terrieri discendenti dei coloni tedeschi, che hanno acquisito le terre migliori, e all'interno possiedono pure una quantità di animali selvatici, tanto da poterci organizzare dei Game Drive privati.
Poco a sud di Otija mettiamo il nostro campo in una di queste proprietà, e ci scopriamo un paradiso di stradine sterrate dall'ottimo fondo di terra rossa, dove giriamo sera e mattina indisturbati fra springbock e giraffe.
Peccato non si possano collegare le stradine delle varie proprietà, perchè ne nascerebbero degli itinerari superbi per mountain-bike, molto piu' interessante che non la strada sterrata principale!
Dopo gli ottimi barbeque serali e le bistecche di springbock, in una sosta sulla strada finale per Windhoek proviamo l'ebrezza di assaggiare anche i vermi arrostiti ... che pero' lasciamo volentieri ai palati fini Namibiani ... 
Purtroppo già tempo di rendere le bici noleggiate, ultima carne di springbock al barbeque, e siamo purtroppo sul volo di ritorno, quasi increduli che sia già finita! Quando si riparte?
 
Paolo Vitali


La mappa del nostro viaggio

Mappa ricavata da openmtbmap.org 
 
   

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