Turkey
Palandöken & Kaçkar
ski-mountaineering
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vedi anche il report della
ANATOLIA CENTRALE
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Anatolia NE - Piccolo Caucaso
6 - 17 Marzo 2008
Prologo: Kaçkar & Palandöken 
Nell'estremo Nord-Est dell'altopiano dell'Anatolia si trovano due gruppi muntuosi ricchi di splendide possibilità sci-alp. Nei pressi della città di Erzurum (ove si arriva direttamente via aereo da Ankara o Istanbul) si estendono le montagne del Palandöken. Si tratta di montagne abbastanza regolari, di quota appena superiore ai 3000m, molto simili fra loro per la forma collinare, ma dove le temperature molto rigide permettono spesso mega sciate in polvere. 190 chilometri più a nord, passando per la città di Yusufeli, il piccolo ed isolato villaggio di Yaylalar serve invece da base per le gite nel gruppo del Kaçkar. In questo caso si tratta di montagne dall'aspetto più alpino, con pareti e aspri canaloni, quota massima di 3932m. Qui le gite sono spesso lunghe sia come sviluppo che dislivello, un buon impegno fisico e psicologico è all'ordine del giorno. L'isolamento della regione richiede attenzione ed autosufficienza! Le precipitazioni che arrivano dal vicinissimo Mar Nero sono molto copiose, quindi abbondanza di materia prima per tutta la stagione! 
Resoconto viaggio e gite
6/3 – Day 1: Milan-Istanbul
Istanbul fu conosciuta fino alla prima guerra mondiale come Costantinopoli, l’antica capitale degli imperi Bizantino ed Ottomano. Per chi come noi non l’aveva mai visitata, il volo per Erzurum che ci obbliga ad un pomeriggio ed una notte ad Istanbul non è certo un problema, ma piuttosto un’occasione per almeno qualche ora di turismo alla Moschea Blu, l’Ippodromo, ed il centro dell’antica Stambul. Cena caratteristica sotto il ponte sul Corno D'Oro. 
7/3 – Day 2: Istanbul-Erzurum
Erzurum è la città centrale dell’Anatolia dell’Est, deve la sua importanza storica alla posizione sulla via della seta.  Posta a 1850m di quota, Erzurum è famosa per il suo rigido inverno. Per tutto il mese di febbraio avevamo osservato le previsioni meteo sul web, con temperature abbastanza spaventose di meno 31°C! Quando ci arriviamo il sole splende, disturbato solo dalla foschia, che non capiamo se sia dovuta a inversione termica, o smog, o entrambi! Sta di fatto che la temperatura è tutt’altro che rigida! Approfittiamo del pomeriggio per un po’ di turismo al Cifte Minareli Madrasa, un antico centro di cultura e scuola coranica edificato intorno al XII secolo, la Ulu Mosque e l’antica Citadel, dalla cui torre dell’orologio si domina tutta la città, dietro di essa il Gruppo montuoso del Palandöken, meta delle nostre prime gite. Quando cala la sera nell’aria ci pare netto l’odore di carbone bruciato, sicuramente ancora il combustibile principale su cui si basa tutta la città!! Prima della cena a base di Kebab immancabile un buon hamam, tipico bagno turco completo di frizione e massaggio. Le strade sono abbastanza fatiscenti, e così molte costruzioni, ma nonostante ciò Erzurum è una città vivibile, e vi si possono trovare buoni alloggi, noi siamo stati al Kral Hotel.
8/3 - Day 3: Egerli (3171m) + Karakaya (3087m) + Q3087m
Partenza 2180m, dislivello complessivo 1560m, sviluppo 19km
Dopo le meteo spaventose osservate su internet mai più mi sarei aspettato di partire per una gita nel Palandöken in maglietta maniche corte e senza guanti! L’alta pressione è notevole, e finché non superiamo i 2700m la temperatura è veramente elevata. Quando il vallone si impenna e ci avviciniamo alla cresta allora una brezza decisamente più fresca ci investe. Siamo sulla nostra prima cima del Gruppo del Palandöken, l’Egerli, 3100m secondo il nostro interprete/guida, 3171 secondo i nostri altimetri. Intorno il panorama è veramente insolito, offuscate dalla foschia sull’altopiano, riusciamo a scorgere innumerevoli montagne, tutte simili, senza pareti o canali incassati, come delle enormi colline oltre i 3000m. Intravediamo anche un paio di sperduti villaggi, a mala pena raggiunti da una sterrata, e ci viene da sorridere a quando consideriamo “isolato” Morterone, il nostro più piccolo comune d’Italia. Dopo la prima discesa nel vallone di salita è ancora presto per fare ritorno, così ripelliamo per salire al colle che separa due altre cime. Una puntata prima su quella di destra, che scopriremo l’ultimo giorno essere il Karakaya (3169 secondo i locali, 3087 secondo gli altimetri) e poi a sinistra, altra Q3087, da dove sembra essere la discesa migliore. Le carte topografiche qui non esistono, per via di restrizioni militari, ed i locali hanno una conoscenza delle montagne molto superficiale. La discesa è praticamente primaverile, senza mai affondare, nonostante siano ormai passate le 14! Poco distante dalla strada dove ci attende il bus, scopriamo una fonte di acqua minerale gasata ferruginosa, due locali stanno preparando delle polpettine (non di maiale!) e molto gentilmente ce ne offrono più che un assaggio! Un fine gita veramente insolito e gradevole! Prima di tornare ad Erzurum facciamo una capatina a visitare un villaggio poco avanti, Könakli, che dalla discesa ci aveva incuriosito per il suo minareto azzurro. La sterrata  termina lì, il villaggio è attraversato solo da una traccia di sterrato impraticabile per gli escrementi delle bestie. Facciamo fatica a camminare intorno al villaggio senza sprofondare nella merda, ma la gente è cordiale, ci saluta e chiacchera, loro in turco naturalmente e noi in italiano!.... e naturalmente solo gli uomini... le poche donne che intravediamo velate corrono a nascondersi nelle case, pardon baracche, per lo più di fango e paglia, poche hanno dei muri definibili tali! Non è la prima volta che ci troviamo in villaggi del genere, in Pakistan o India ne abbiamo visti di ben più poveri, ma ci fa molto specie questo, così vicino alla strada, in un paese che aspira ad entrare a breve nella Comunità Europea! 
9/3 - Day 4: Mescit Hill (3050m) o Kargapazari (?!) + MH2 (2997m) + MH3 (2887m) - Partenza al villaggio di Kosk Köyü 1938m, dislivello complessivo 1470m, sviluppo 21km
La curiosità dei bambini al villaggio di Kosk Köyü accompagna la nostra partenza, uno di loro calza un paio di sci con enormi scarponi al ginocchio.... prova pure a seguirci per un breve tratto... tra qualche anno forse si potranno trovare scialpinisti turchi! La salita si svolge su dossi all’apparenza banali, ma alcuni pendii sono gonfi e ripidi; solo i dieci giorni di bello e caldo anomali ci danno la sicurezza di salire e scendere dove vogliamo! Immaginiamo però lo spasso se ci fosse un po’ di polvere fresca!!... mai contenti questi sci-alp! Concateniamo la cima principale del Mescit Hill (nome indicato dalla nostra guida, ma da alcune ricerche sembrerebbe trattarsi del Kargapazari), 3150m secondo i locali, 3050 secondo i nostri altimetri, e altre due cime minori naturalmente senza nome! La discesa è su neve dura in alto, perché nel frattempo il cielo si è velato e non ha mollato, mentre in basso un piacevole firn fino agli ultimi 200m, dove invece si sprofonda proprio! Solito spuntino al bus, seguito appena tornati ad Erzurum da hamam, kebab, e questa sera una piacevole fumata di Narghilé tutti insieme.... anche i non fumatori si lasciano andare e provano pure questa tentazione!
10/3 - Day 5: Erzurum-Yaylalar (1850m) 190 Km
Da Erzurum tre ore di strada parzialmente  sterrata portano a Yusufeli (600m), perdendo quota in una vallata incassata. Un po’ di vegetazione ai bordi del fiume rallegrano la vista rispetto all’altopiano, ma l’ambiente è comunque brullo. A Yusufeli dovremmo cambiare mezzo per inoltrarci nella sterrata verso Yaylalar, ma la comitiva di austriaci che dovevamo incrociare non è ancora arrivata, scopriremo poi a causa delle slavine sulla strada, così dopo un kebab ripartiamo a bordo del nostro pulmino. La pista comincia a farsi brutta, e procediamo lentamente, nonostante ciò foriamo! Nel mezzo della piccola sterrata la sostituzione si fa lunga.... e intanto si accumulano davanti e dietro mezzi in attesa di passare! Quando ripartiamo incrociamo finalmente il furgone 4x4 degli austriaci. Loro devono aver preso brutto tempo in Kaçkar, e la temperatura elevata creava un elevato pericolo di valanghe.... uno di loro è anche rimasto sepolto sotto 2m di neve (sigh!)! Sembrano un po’ bastonati!!... Speriamo andrà meglio a noi! Il resto della pista fino a Yaylalar è incredibilmente malmessa, e ci meravigliamo dell’efficienza del furgone! Slavine di ogni dimensione tagliano la strada ovunque, e quando arriviamo al villaggio non riusciamo a spiegarci per chi mai terranno aperta questa pista d’inverno!? 
Yaylalar è composta da un pugno di baite sparpagliate nel fondovalle incassato, solo poche sembrano abitate, un negozio-bazar,  il minareto, ed una costruzione stile bungalow per ospitare i turisti come noi... più frequenti però in estate!
Informazioni generali
Il gruppo Ancora una volta gruppo nutrito per questo viaggio sci-alp, siamo in nove: oltre a Paolo & Sonja, Amos Locatelli, Gianni Corti, Maurizio Zambelli, Ruggero Vaia, Claudio Delladio, Vigilio Ganz, Giuseppe Gilmozzi. 
Ci accompagnano: Yunus Ünal (guida/interprete) e Halis (autista).
Regione. Anatolia nordorientale, non lontano dal confine con la Georgia. Il Kaçkar è la prima catena montuosa di fronte al Mar Nero, qui le precipitazioni sono frequenti e copiose per tutto l’anno, quindi la materia prima per lo sci-alp è quasi garantita! L’aspetto è alpino, con valloni incassati e pareti, la cima più alta è quotata 3932m. Il gruppo del Palandöken è composto dalle montagne nei pressi della città di Erzurum. L’orografia è completamente diversa dal Kaçkar, si tratta infatti di una serie di “grosse colline”, tutte molto simili, con le cime oltre i 3000m. 
Periodo consigliato. Le temperature invernali sono molto rigide, ma nel Palandöken in primavera la neve scompare velocemente, mentre in Kaçkar è possibile sciare molto più a lungo.
Accesso. In aereo a Erzurum via Istanbul. Da Erzurum a Yusufeli sono circa 150 km di strada scorrevole per lo più asfaltata. Da Yusufeli all’isolato villaggio di Yaylalar invece solo una sterrata nell’incassato fondovalle dove scorre il fiume Çoruh. La strada è soggetta a numerose slavine e cadute sassi, e viene aperta quasi esclusivamente per gruppi di turisti sci-alp.
Visto. Arrivando in aereo, per gli italiani è sufficiente la carta d’identità.
Cambio. In Marzo 2008 ad un Euro corrispondevano circa 1,89 nuove lire turche, ma la svalutazione era continuamente elevata.
Cartografia. Praticamente inesistente una topografia dettagliata, molto probabimente per motivi militari, vista la vicinanza di confini delicati! Su web alcune cartine generiche: Turchia Odyssey
Logistica. Una agenzia locale puo' facilitarvi la logistica per alloggi e spostamenti: l’albergo ad Istanbul ed Erzurum, e la pensione a Yaylalar. 
Meteo. Su web con accuweather o intellicast per Erzurum, o meteo turca.
Altri siti utili. 
I Mondonauti, Ambasciata Roma, Vista satellitare, Ufficio Cultura e turismo c/o UK
Indumenti. Fondamentalmente lo stesso equipaggiamento delle gite invernali sulle Alpi. In inverno però la temperatura è molto rigida, quindi regolarsi di conseguenza. Prevedere un ricambio per indumento per poter effettuare gite ogni giorno, e capi caldi per il dopo le gita.
Materiale. ARVA, pala e sonda, ramponcini e picozza; inutili corda imbragatura o altro. Predisporsi invece per autosoccorso, costruzione barella, specie nel Kaçkar, dove è meglio non contare troppo in aiuti esterni!
GPS. Può essere molto utile in caso di brutto tempo, specie sulle gite in traversata! Noi abbiamo usato un GARMIN GPSMAP60CSx. Potete richiedere il database con le tracce ed i waypoint delle gite scrivendoci.
11/3 - Day 6: Vilizor (3187m) da Yaylalar (1900m)
Dislivello complessivo 1350m, sviluppo 13km
Dopo una serata piovosa la mattina nevica e tira vento.... ci prendiamo tutto il tempo per una colazione a base di prodotti naturali del villaggio, il miele e le conserve di frutti di bosco sono veramente strepitosi! Quindi riprendiamo la partita al due lasciata ieri sera..... con la speranza che in tarda mattinata la meteo migliori un po’. Alle dieci scorgiamo una schiarita, il tempo di mettere le pelli e partire e splende il sole!!.... fantastico.... 
Attraversiamo il villaggio, qualche pastore esce dalle baite e ci saluta... ci meravigliamo sempre più di come sia possibile vivere tutto l’anno così, con qualche bestia, senza una strada, isolati in metri di neve!? 
Sui primi duecento metri la neve è bagnata e sprofondiamo continuamente, idem nel bosco successivo, poi prendiamo una dorsale più compatta. Viste le slavine che abbiamo incontrato sulla strada procediamo con le antenne alzate, temendo di doverci fermare alla prima cimetta sopra il bosco. Poi man mano che saliamo le condizioni migliorano, la dorsale continua, e sempre più felici raggiungiamo un’anticima che era già più di quanto potessimo immaginare per questa giornata... ma non è finita... facendo attenzione alla cornice, una cresta ci porta dall’anticima alla cima principale, che scopriamo poi chiamarsi Vilizor (3187m), sulla catena del Davut Da?lar?. Siamo veramente felici! Ed ora comincia il bello.... la parte alta della dorsale è in neve fresca della notte, poi invece che ripercorrere la prima parte ed il bosco, dove sicuramente la neve sarebbe molle, proviamo ad entrare nel canale centrale: è stabile.... le serpentine continuano così fino a poco sopra il villaggio.... settimo cielo! Ci attende il solito happy-hour, con lo speck di Vigilio, non manca neppure la birra..... 
Prima che cali il sole abbiamo anche il tempo di un’esercitazione barella.... si spera di non doverla mai usare..... ma meglio rinfrescare le idee in questo ombelico del mondo, dove una telefonata non può risolvere quasi tutte le situazioni come sulle nostre alpi!
12/3 - Day 7: Bayraktutan Tepesi (3500m) da Yaylalar (1900m)
Dislivello complessivo 1620m, sviluppo 24km
Mattina velata, ma partiamo comunque presto in direzione del gruppo del Mezovit Daglari. Al villaggio di Olgunlar imbocchiamo la valle a destra, lo sviluppo è notevole, e prima di raggiungere il Cayamakcur Gecidi abbiamo già percorso una dozzina di chilometri. La meteo migliora e riusciamo ad azzeccare la valle giusta che conduce al Passo e quindi alla cima del Bayraktutan Tepesi (3500m). Oltre si estende quella che i locali chiamano “regione nera”, ovvero la regione del Mar Nero. Il mare è solo intuibile in lontananza, oltre le fitte foreste.... anche una visita a quella regione, con base al villaggio di Ayder potrebbe essere un’idea per gli anni futuri! La discesa è super, la neve ha mollato quel poco che basta, e siamo al cospetto del maestoso gruppo del Kaçkar..... fantastichiamo già per domani!.... 
Yunus, un simpatico ragazzo ventinovenne che ci accompagna come guida, ci garantisce per domani meteo perfetta, e dopodomani neve... quindi ci corichiamo presto prevedendo la sveglia alle 6, obbiettivo il Kaçkar (3932m).
13/3 - Day 8: Bulut Ridge, Saranlyia Tepe (3020m), da Yaylalar (1900m)
Dislivello complessivo 1280m, sviluppo 12km
Le previsioni locali ci azzeccano sicuramente meno delle nostre.... ore 6: nevica!
Non vogliamo sciupare la possibilità del Kaçkar con questa meteo, anche se non sappiamo con certezza se sia possibile salirlo con gli sci, ed in una sola giornata! Così si riprende la mano al due, fino alle dieci passate, quando ancora una volta smette di nevicare e migliora un po’, abbastanza per partire sulla dorsale a destra (sx orografica) della Bulut Daglari. Un primo costone conduce alla lunga cresta, che senza difficoltà conduce ad una serie di cime. Ci fermiamo alla prima evidente nevosa (3020m), che dovrebbe chiamarsi Saranlyia Tepe, oltre una cima rocciosa più alta (il Murzut Tepe?!) sta entrando nelle nuvole. La discesa su una dorsale direttamente nella Bulut Daglari su una spanna di remollo divertente, poi dal villaggio di Körahmet una stradina ci guida fuori dalla valle, con qualche metti/togli gli sci.
14/3 - Day 9: Ülker (3711m) da Yaylalar (1900m) 
Dislivello complessivo 1870m, sviluppo 29,2km
Cielo blu, non un alito di vento.... anche oggi ci tocca sciare!
Dalle carte approssimative non capiamo se è possibile salire la cima principale del Kaçkar in giornata, ma vogliamo provare ad entrare nella valle, anche se sappiamo sarà un lungooooo viaggio!
Alle 7 partiamo da Yaylalar, un’oretta dopo passiamo Olgunlar, e ci immettiamo nella vallata verso Dilberdüzü, una località dove in estate viene allestito un campo intermedio per i trekker. Quando raggiungiamo la conca di Dilberdüzü il GPS segna già 10 km di sviluppo, ma alla cima mancano ancora 1200 metri di dislivello! Non capiamo bene dove sia la salita estiva, a sinistra un ampio vallone sembra perdersi verso la cresta, un canale centrale ripido è troppo carico per salire, ma un altro canale che sale poco più a destra ci attira e lo imbocchiamo. Dopo un centinaio di metri progressivamente si apre in un bellissimo vallone, perfetto per sciare, ed infine arriviamo ad una piana che probabilmente in estate ospita un laghetto. La conca è chiusa da una bastionata rocciosa con tre cime, fra di loro due colli, ma i canali che li raggiungono sembrano pericolosi per le slavine.... fine corsa?!... guardando bene una rampa innevata sale da sinistra a destra alla cima centrale, sembra buona! Arriviamo in cresta senza problemi, poi qualche roccetta e finalmente la cima! Quota barometrica 3727m, quota GPS 3719, sviluppo da Yaylalar 14,9 km! Ottavo cielo... Amos continua a cantare ed abbracciare tutti!!... non siamo sulla cima principale, perché quella alla nostra sinistra sembra più alta, ma non ha nessuna importanza, meglio di così non poteva andare! Per tutta la discesa troviamo neve primaverile, un firn perfetto, anche il lungo vallone tra Olgunlar e Dilberdüzü scorre senza racchettare, cosa che invece ci tocca un poco da Olgunlar a Yaylalar. Su questo ultimo tratto incontriamo anche degli anziani locali, saliti con degli sci che definire rudimentali è fin troppo generoso, per sistemare la linea elettrica compromessa dalle slavine, sembrano usciti da una cartolina! Ci complimentiamo a vicenda, qualche foto, e poi ci aspetta l’Happy Hour alla accogliente Çam Yuva Pansiyon di Yaylalar, a base di speck trentino, anche questa volta più che meritato! Guardando le tre mappe senza scala che possediamo riusciamo anche a dare un nome alla cima salita: Ülker, quota indicata 3711m.
15/3 - Day 10: Yaylalar-Erzurum 190 Km
E’ tempo di cominciare a tornare, neanche farlo apposta la mattina tempesta, vento e neve, oggi sarebbe stato proprio difficile fare una gita! Speriamo piuttosto che non si sporchi troppo la sterrata per uscire da questo ombelico del mondo.... godiamo l’ultima abbondante colazione bucolica, e partiamo per Yusufeli, che raggiungiamo senza problemi particolari nonostante la neve. Mentre viaggiamo poi da Yusufeli a Erzurum, il cielo comincia a offrire qualche scorcio, e notiamo una spanna di neve fresca; che ci stia preparando l’ultima sciata in polvere per domani!?.....  Chiudono questa giornata di trasferimento l’hamam, il kebab, e una fumata di Narghilé in una antica caratteristica casa di Erzurum con tanto di musica dal vivo.... siamo proprio dei signori!
16/3 - Day 11: Anticima nord (2700m) del Karakaya (3087m)
Partenza Teke Deresi 2090m, dislivello 880m, sviluppo 10km
Speravamo nell’ultima giornata di sole e polvere, e invece nevica e tira vento, temperatura decisamente inferiore a quelle dei giorni passati. In programma avevamo una salita nel gruppo dell’Ortuz, ma non avendo realizzato che il primo giorno avevamo salito già anche il Karakaya, la nostra guida ci porta ad un altro villaggio da cui però la salita converge alla stessa cima! Ce ne rendiamo conto mentre saliamo, ma la giornata è talmente brutta che non ci perdiamo nulla. Ad una anticima quota 2700m la visibilità cala ulteriormente ed aumenta il vento, inutile insistere oltre..... se non altro ci serve per meglio realizzare quanto siamo stati fortunati in questo viaggio, con meteo bella e mite nei momenti giusti, in un ambiente che diversamente non ti concederebbe molto spazio! Pomeriggio per due compere ed imballaggio sacconi, la sera c’è il volo Erzurum-Istanbul, e quindi Milano... si torna alla routine!
By Paolo Vitali.
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Panorama verso il gruppo principale del Kaçkar dal Vilizo
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Spelling scialp Turco, by Maurizio Zambelli

Amos: Detto anche terminator, la nostra tenera mascotte che si addormenta di botto in un nanosecondo, ma che quando c’è da mangiare…………..come un luf!!
Bramba: La nostra unica donna! Sonja veniva guardata con ammirazione anche dagli uomini turchi.... in salita era sempre davanti a molti maschioni!
Caffè: Ottimo quello turco, a patto di non mescolarlo con il cucchiaino e non trangugiarlo fino in fondo.
Dispenser: Fra noi anche un dispensatore di felicità per esemplari femminili , questo almeno a sua detta, manca però un riscontro!
Erzurum: Città di 400.000 abitanti in cui abbiamo soggiornato per tre giorni e da cui siamo partiti per tre sci-alpinistiche sulle cime del Palandöken.
Formaggio fuso: Una graditissima sorpresa ad un happy-hour di fine gita, già abbondante e vario di per sè! Una pentola di almeno 80 cm di diametro colma, riportata in cucina perfettamente ripulita da “scarpetta” tanto da sembrare nuova di zecca!
Guida Alpina: Anche in questa vacanza una gradita conferma. Il “culo “ della guida …..è sempre un bel culo  ( Oh…non ditelo ai Turchi pero !) 
Hamam: Non c’è niente di meglio dopo una giornata al freddo, magari col vento siberiano che ti toglie calore corporeo, entrare nell’ hamam e re-incamerare tutto il calore perso. Qui il tempo scorre lento, e il relax è totale. Se poi oltre al vapore ed il marmo bollente si vuole “osare” un massaggio turco…… il risultato rigenerante è assicurato.
Istanbul: Peccato esserci fermati solo mezza giornata.  Meriterebbe più tempo per poterla apprezzare.
Kaçkar:  Territorio stupendo per gite sci-alpinistiche. Ambienti severi e tosti. Avvicinamenti non brevi ma che vengono ripagati dalla bellezza dell’ambiente circostante.
Lupi: La frase celebre delle vacanze.  “ Uhe! Attenzione che questi mangiano come….auuuuuuuuuuu!)
Muezzin: E’ la tua sveglia alle sette di mattina. Puntuale come uno svizzero ti sveglia anche nel più piccolo alpeggio. 
Narghilé: Due serate indimenticabili nei locali di Erzurum in balia di aromi fruttati, risate e …………spensieratezza. 
Occhi:  Neri e profondi, unica parte del corpo visibile nelle donne più integraliste. 
Potter Harry: Con noi il fratello maggiore, alias Ruggero. Sempre molto didattico ed esplicativo. Le sue teorie sul reticolo nero che si riempie di punti bianchi fino al 41%..................semplice e geniale!
Quota: Essendo la regione attorno a Erzurum completamente priva di vegetazione, l’impressione che sulle cime di 3100-3200 mt.  la difficoltà a respirare poteva essere tranquillamente paragonata a un 4000 alpino.
Rumore: Durante il nostro soggiorno l’ unico rumore che di notte si sentiva era lo scorrere dell’acqua del torrente di fondovalle. 
Schumacher: Così abbiamo soprannominato l’autista del piccolo 4x4 che ci ha portato per 42 km di sterrato ( …e che sterrato!) da Yusufeli a Yaylalar . Non ha guadagnato la fiducia di tutti noi. El Bepi ha preferito camminare con le proprie gambe per 12 km, per poi essere convinto a sedersi al nostro fianco. 
Tintarella: Grazie a tante giornate di sole non è mancata anzi……..più di una volta mi sono mimetizzato e spacciato con successo come Kurdo. 
Uva: Dolcissima quella secca. Nelle valli a bassa quota  abbiamo visto molte piante di vite , ma non essendoci produzione di vino…….tutti gli acini vengono seccati.   ( Peccato!!)
Vigilio: Il Fiammazzo con un intuizione geniale, nascondere nel saccone (e non venire scoperto) un intero speck, e che speck! I nostri happy–hour dopo le gite sono memorabili. 
Yogurth: Ottimo e cremoso, è servito in tutti i piatti, sulla carne , con il miele , a colazione.
Zaini: Sempre compatti e leggeri ma con tutto quanto riguarda una eventuale ricerca: Pala , Sonda, materiale per barella .

By maO
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Panorama sul gruppo dell'Egerli dal villaggio di Könakli

Mappa generale d’inquadramento
Altimetria e mappe ricavate da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata usando Garmin® GPSMAP60CSx
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Mappa spostamenti Anatolia nord-est
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