
Viaggio invernale nella Darkhan depression e Hovsgol Lake

Ero
stato gią tre volte in mountainbike nella regione dell’Hovsgol Lake e
Darkhad Depression, dopo il viaggio ski-alp sulle montagne del Tavan
Bogd, da qualche anno covavo ancora il desiderio di visitarle in veste
invernale. Lo
sci era solo la scusa per partire per un viaggio superbo nella
wilderness di questi spazi incontaminati all’estremo nord della
Mongolia al confine con la Siberia russa, a stretto contatto con
l’incredibile cordialitą, ospitalitą, e adattamento alle condizioni
estreme della gente locale! Lo
avevamo messo in conto quando pianificavamo il viaggio, ci abbiamo
comunque timidamente provato, ma vuoi per le distanze abnormi, il
freddo estremo amplificato dal vento, gli approcci alle montagne
improponibili per l’assenza di strade, la poca neve... trovare le
condizioni per sciare si č rivelato veramente difficile. Ma
attraversare un lago ghiacciato di 120 km, dormire nelle winter cabin o
ger dei pastori, che vivono senza elettricitą o acqua corrente (occorre
sciogliere sulla stufa i blocchi di ghiaccio!), essere accolti dagli
incredibili uomini renna Tsaatan nei loro teepee dell'accampamento
invernale, salire anche piccole elevazioni che aprono la vista a 360
gradi su spazi infiniti incontaminati, entrare al caldino di una
rudimentale stufa nella ger quando il vento gelido ti anestetizza,
viaggiare con il basico incredibile UAZ russo su tracce sterrate
nascoste dalla neve, rimanervi pure arenati, doverci uscire liberandolo
con le pale da sci-alp, la proverbiale resilienza e capacitą di uscire
da ogni situazione degli autisti, l’ottimo cibo prevalentemente a base
di carne, le serate con i ranger ed i pastori… ed un po’ di vodka… lo
shopping in piccoli bazar dove puoi trovare dalle caramelle ai pezzi di
ricambio del UAZ agli stivali, e potrei continuare… con gli amici
giusti per un’esperienza non per tutti! Insomma, qualche curva con gli sci sarebbe stata la ciliegina, ma la torta č tutto il resto! Come
dico spesso, l’essenza del viaggio č il viaggio stesso. Torniamo alla
nostra piatta confort zone arricchiti di una nuova grande esperienza, e
la voglia di viverne altre!
Paolo Vitali

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