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Graziati dal monsone
Dopo la faticosa pedalata in Armenia di luglio cercavo un viaggio by bike "più soft", dove rilassarci un po' prima dell'inverno! Il
sud-est asiatico è la nostra meta preferita per il tardo autunno, con
l'handicap che la stagione monsonica in tanti paesi termina a novembre
inoltrato, in altri è piena stagione monsonica. In Vietnam, Laos, Thailandia, Cambogia, Myanmar, Borneo ci eravamo stati più volte, mancava di visitare la Malaysia peninsulare! Sulle
mappe topografiche vedevo numerose grosse strade, un paese molto più
sviluppato e moderno degli altri, a parte la Thailandia. Faticavo a
trovare stradine minori da percorrere in bici, quindi non sapevo
esattamente cosa aspettarmi, ma almeno una visita volevo farcela. Studiate
un po' le strade della costa est ed ovest, alla fine opto per quella
occidentale, un percorso che dall'isola di Penang (che raggiungeremo
via bus) torni a Kuala Lumpur, dove lasceremo l'imballaggio delle bici
per il volo aereo. Studio un po' di siti meteo, qualcuno pessimista
mentre altri favorevoli anche per il mese di novembre ... l'idea
di pedalare sotto la pioggia battente del monsone non attira molto ...
Alla fine mi fido delle previsioni meno pessimiste, e si stacca il
biglietto aereo.
Prenoto
in anticipo gli alloggi sul percorso, quindi pioggia o non pioggia ogni
giorno dovremo percorrere la tappa prestabilita, tappe che pianifico
non molto lunghe, vuoi per goderci una vera vacanza, ma anche per avere
del margine in caso di pioggia battente! Prima della partenza per un
paese che non si è mai visitato, viaggiando in bici in autonomia, ci
sono sempre mille dubbi, il patema che qualcosa possa andare storto ...
Poi appena siamo in sella e cominciamo a pedalare tutto si dissolve,
qualsiasi cosa diventa facilmente risolvibile, e dopo un paio di giorni
siamo nella nuova "confort zone"! Tutto quel che ci serve sta
ampliamente nelle due borse posteriori della bici, alla fine si usano
sempre le stesse due cose, la mente finalmente si libera di ogni
problema e pensiero, l'unica cosa che dobbiamo fare è pedalare,
guardarci attorno, assorbire quanto possiamo della vita e usanze
locali, trovare qualche buon posto dove mangiare ... e raggiungere
l'alloggio a fine tappa. La mattina si ributtano i quattro stracci
nelle borse e si riparte!
Il
cielo è per lo più grigio, ma forse è meglio perchè riusciamo a
scottarci ugualmente ... chissà se fosse stato sempre sole pieno!? Nel
tardo pomeriggio e sera quasi sempre fa degli scrosci potenti di
pioggia, ma durante il giorno solo nuvoloso, un paio di mattine anche
di sole. I primi due giorni li passiamo a girare sull'isola di
Penang, pedalando senza borse, ci concediamo qualche bella salita su
stradine chiuse al traffico, strette e ripide, ma cementate. La
quantità di sudore che buttiamo fuori con questa umidità e temperature
è qualcosa difficile da immaginare e descrivere ... per fortuna si
trova spesso dove rifornirsi di bevande! Il tratto forse meno bello
per via di alcune strade principali non evitabili è proprio quello per
lasciare l'isola, ma ogni strada principale ha sempre una corsia di
almeno due metri per lato riservata agli scooter, una sorta di
ciclabile che fa esattamente al caso nostro, oltre la quale l'erba è
mantenuta tagliata perfettamente a prato inglese; inoltre, il traffico
è molto tranquillo, gli autisti sono molto calmi e rispettosi dei
semafori. Ad ogni modo, lasciata George Town e Penang, quasi sempre
riusciamo a trovare stradine secondarie che costeggiano rigagnoli, in
mezzo alle risaie, qualche foresta intatta, e tante piantagioni di
palme da olio che purtroppo hanno per lo più sostituito le originali
foreste pluviali nelle zone pianeggianti e vicino alle città.
Un'altra
caratteristica che ci sorprende è la totale assenza di vento, che
spesso in bicicletta in altri paesi è un elemento da tenere in attenta
considerazione. Lasciata Penang, ad esclusione di due coppie
incrociate sull'isoletta di Pangkor, non incontriamo alcun turista
occidentale, evidentemente il nostro percorso è fuori da ogni rotta
turistica e la stagione è decisamente monsonica, il che è positivo,
dove il turismo è troppo sviluppato spesso l'esperienza perde di
autenticità! Per Italiani che vivono in Francia, trovare un paese
con abitudini culinarie migliori è difficile ... ma il cibo è buono e
vario, tanto pesce, quello che ci manca è qualche birra! Ma presto
capiamo che nei ristoranti cinesi anziché malesi questa viene
normalmente servita ... problema risolto! Le giornate scorrono
purtroppo veloci, come sempre in vacanza, il nostro percorso non ha
dislivelli; quindi, la pedalata è fluida e mai troppo faticosa anche
con le borse, e ogni sosta per bere o mangiare qualcosa è una bella
sorpresa! Piccoli pseudo-ristoranti sulla strada offrono piatti caldi
sempre pronti, la clientela è super variegata ma noi rappresentiamo
sempre la sorpresa, la novità. Si instaura subito un simpatico rapporto
con scambi di battute, foto, e risate, chiunque abbiamo incontrato
sulla nostra strada si è dimostrato molto cordiale e disponibile. Siamo
persino invitati ad un matrimonio indiano, ci offrono ogni genere di
cibo e bevande; saranno gli unici sposini nelle cui foto compaiono
quattro strani elementi vestiti in modo bizzarro con dei pantaloncini
corti ed un caschetto.
Queste soste sono sicuramente fra i momenti più belli del viaggio! Gli
ultimi tre giorni la sera non piove, brutto segno perché la pioggia
potrebbe poi arrivare il mattino, infatti così è, e per usare un
francesismo "il pleut com la vache che pis" ... Prendiamo con comodo la
colazione, poi qualche mano di scala quaranta in attesa che smetta ed
appena lo scroscio si tramuta in pioviggine partiamo. La pioviggine non
disturba per niente la pedalata, anzi rinfresca un poco i trenta gradi
di temperatura, il K-way che ci siamo portati non serve, farebbe sudare
di più di quanto bagna la pioggia ... sudore o pioggia cambia poco,
appena ci si ferma un po' di sole asciuga tutto! Solo un paio di volte
sostiamo sotto una tettoia per lasciar passare un altro scroscio, ma le
tre giornate scorrono piacevoli con questo nuovo ritmo. Al ritorno una
collega malese mi dice che sulla costa orientale nelle due settimane ha
sempre piovuto ... Ci sentiamo veramente graziati dal monsone!
Ripensando
ai viaggi precedenti in sud-est asiatico, devo dire che
paesaggisticamente e turisticamente paesi come Vietnam e Laos li
ricordo più interessanti e vari, ma ogni paese ha le sue
caratteristiche, e anche questo viaggio rimarrà impresso nella memoria
come una bellissima esperienza! Grazie ai miei compagni di viaggio, a partire da Sonia, Fabienne, e Cesare ... e al "missing in action" Pascal!
Paolo
Vitali
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Vitali
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