Nella foresta dell'isola di Penang
Southeast Asia
Malaysia

Penang to KL
8-22 November 2025
 
Pantai Teluk Senangin

 
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Graziati dal monsone

La foresta di Penang hill
Dopo la faticosa pedalata in Armenia di luglio cercavo un viaggio by bike "più soft", dove rilassarci un po' prima dell'inverno!
Il sud-est asiatico è la nostra meta preferita per il tardo autunno, con l'handicap che la stagione monsonica in tanti paesi termina a novembre inoltrato, in altri è piena stagione monsonica.
In Vietnam, Laos, Thailandia, Cambogia, Myanmar, Borneo ci eravamo stati più volte, mancava di visitare la Malaysia peninsulare!
Sulle mappe topografiche vedevo numerose grosse strade, un paese molto più sviluppato e moderno degli altri, a parte la Thailandia. Faticavo a trovare stradine minori da percorrere in bici, quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma almeno una visita volevo farcela.
Studiate un po' le strade della costa est ed ovest, alla fine opto per quella occidentale, un percorso che dall'isola di Penang (che raggiungeremo via bus) torni a Kuala Lumpur, dove lasceremo l'imballaggio delle bici per il volo aereo.
Studio un po' di siti meteo, qualcuno pessimista mentre altri  favorevoli anche per il mese di novembre ... l'idea di pedalare sotto la pioggia battente del monsone non attira molto ... Alla fine mi fido delle previsioni meno pessimiste, e si stacca il biglietto aereo.
Nelle foreste dell'isola di Penang
Prenoto in anticipo gli alloggi sul percorso, quindi pioggia o non pioggia ogni giorno dovremo percorrere la tappa prestabilita, tappe che pianifico non molto lunghe, vuoi per goderci una vera vacanza, ma anche per avere del margine in caso di pioggia battente!
Prima della partenza per un paese che non si è mai visitato, viaggiando in bici in autonomia, ci sono sempre mille dubbi, il patema che qualcosa possa andare storto ... Poi appena siamo in sella e cominciamo a pedalare tutto si dissolve, qualsiasi cosa diventa facilmente risolvibile, e dopo un paio di giorni siamo nella nuova "confort zone"!
Tutto quel che ci serve sta ampliamente nelle due borse posteriori della bici, alla fine si usano sempre le stesse due cose, la mente finalmente si libera di ogni problema e pensiero, l'unica cosa che dobbiamo fare è pedalare, guardarci attorno, assorbire quanto possiamo della vita e usanze locali, trovare qualche buon posto dove mangiare ... e raggiungere l'alloggio a fine tappa. La mattina si ributtano i quattro stracci nelle borse e si riparte!
Piccole stradine nelle foreste
Il cielo è per lo più grigio, ma forse è meglio perchè riusciamo a scottarci ugualmente ... chissà se fosse stato sempre sole pieno!?
Nel tardo pomeriggio e sera quasi sempre fa degli scrosci potenti di pioggia, ma durante il giorno solo nuvoloso, un paio di mattine anche di sole.
I primi due giorni li passiamo a girare sull'isola di Penang, pedalando senza borse, ci concediamo qualche bella salita su stradine chiuse al traffico, strette e ripide, ma cementate. La quantità di sudore che buttiamo fuori con questa umidità e temperature è qualcosa difficile da immaginare e descrivere ... per fortuna si trova spesso dove rifornirsi di bevande!
Il tratto forse meno bello per via di alcune strade principali non evitabili è proprio quello per lasciare l'isola, ma ogni strada principale ha sempre una corsia di almeno due metri per lato riservata agli scooter, una sorta di ciclabile che fa esattamente al caso nostro, oltre la quale l'erba è mantenuta tagliata perfettamente a prato inglese; inoltre, il traffico è molto tranquillo, gli autisti sono molto calmi e rispettosi dei semafori.
Ad ogni modo, lasciata George Town e Penang, quasi sempre riusciamo a trovare stradine secondarie che costeggiano rigagnoli, in mezzo alle risaie, qualche foresta intatta, e tante piantagioni di palme da olio che purtroppo hanno per lo più sostituito le originali foreste pluviali nelle zone pianeggianti e vicino alle città.
Un'altra caratteristica che ci sorprende è la totale assenza di vento, che spesso in bicicletta in altri paesi è un elemento da tenere in attenta considerazione.
Lasciata Penang, ad esclusione di due coppie incrociate sull'isoletta di Pangkor, non incontriamo alcun turista occidentale, evidentemente il nostro percorso è fuori da ogni rotta turistica e la stagione è decisamente monsonica, il che è positivo, dove il turismo è troppo sviluppato spesso l'esperienza perde di autenticità!
Per Italiani che vivono in Francia, trovare un paese con abitudini culinarie migliori è difficile ... ma il cibo è buono e vario, tanto pesce, quello che ci manca è qualche birra! Ma presto capiamo che nei ristoranti cinesi anziché malesi questa viene normalmente servita ... problema risolto!
Le giornate scorrono purtroppo veloci, come sempre in vacanza, il nostro percorso non ha dislivelli; quindi, la pedalata è fluida e mai troppo faticosa anche con le borse, e ogni sosta per bere o mangiare qualcosa è una bella sorpresa! Piccoli pseudo-ristoranti sulla strada offrono piatti caldi sempre pronti, la clientela è super variegata ma noi rappresentiamo sempre la sorpresa, la novità. Si instaura subito un simpatico rapporto con scambi di battute, foto, e risate, chiunque abbiamo incontrato sulla nostra strada si è dimostrato molto cordiale e disponibile. Siamo persino invitati ad un matrimonio indiano, ci offrono ogni genere di cibo e bevande; saranno gli unici sposini nelle cui foto compaiono quattro strani elementi vestiti in modo bizzarro con dei pantaloncini corti ed un caschetto.
Queste soste sono sicuramente fra i momenti più belli del viaggio!
Gli ultimi tre giorni la sera non piove, brutto segno perché la pioggia potrebbe poi arrivare il mattino, infatti così è, e per usare un francesismo "il pleut com la vache che pis" ... Prendiamo con comodo la colazione, poi qualche mano di scala quaranta in attesa che smetta ed appena lo scroscio si tramuta in pioviggine partiamo. La pioviggine non disturba per niente la pedalata, anzi rinfresca un poco i trenta gradi di temperatura, il K-way che ci siamo portati non serve, farebbe sudare di più di quanto bagna la pioggia ... sudore o pioggia cambia poco, appena ci si ferma un po' di sole asciuga tutto! Solo un paio di volte sostiamo sotto una tettoia per lasciar passare un altro scroscio, ma le tre giornate scorrono piacevoli con questo nuovo ritmo. Al ritorno una collega malese mi dice che sulla costa orientale nelle due settimane ha sempre piovuto ... Ci sentiamo veramente graziati dal monsone!
Ripensando ai viaggi precedenti in sud-est asiatico, devo dire che paesaggisticamente e turisticamente paesi come Vietnam e Laos li ricordo più interessanti e vari, ma ogni paese ha le sue caratteristiche, e anche questo viaggio rimarrà impresso nella memoria come una bellissima esperienza!
Grazie ai miei compagni di viaggio, a partire da Sonia, Fabienne, e Cesare ... e al "missing in action" Pascal!

Paolo Vitali



     
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