Al Consiglio
direttivo del Gruppo "Ragni
della Grignetta"
e p.c.: alla
Commissione Spedizioni
e Consiglio Direttivo della sez. di Lecco del C.A.I.
Ballabio, 22 maggio 1996
Oggetto: Richiesta di patrocinio e
contributo Groenlandia '96.
In riferimento alla nostra richiesta di patrocinio
e contributo per
la spedizione in Groenlandia cui siamo prossimi a partecipare, con
partenza
il 31 maggio 1996, ed alla Vs. relativa risposta in data 10 maggio
1996,
a noi personalmente consegnata in sede della riunione del Gruppo del 9
maggio 1996, siamo spiacenti constatare il Vs. rifiuto di patrocinio,
espresso
verbalmente nel corso della riunione stessa e nemmeno menzionato nella
Vs. di cui sopra.
Per quanto riguarda l'eventualità di un contributo
elargito solo
a posteriori del bilancio consuntivo dell'anno in corso, Vi
comunichiamo
di non prenderlo più nemmeno in considerazione, poichè riteniamo
questa formula inaccettabile per i seguenti motivi:
1.Non è valido il principio di base, poichè la
necessità
finanziaria, che condiziona l'organizzazione di una spedizione, è
precedente alla partenza. A cose fatte il contributo potrebbe essere
letto
come una forma di compenso o di guadagno, tra l'altro influenzabile
dall'esito
positivo o negativo della spedizione stessa.
2.Interpretiamo il Vs. rifiuto a sostenerci sia
moralmente che economicamente,
per una cifra assolutamente irrisoria nell'ambito dell'impegno
finanziario
globale di centinaia di milioni per i festeggiamenti del cinquantesimo
Ragni, il libro, la guida della Grignetta e la spedizione al K2, come
una
totale mancanza di interesse verso il nostro progetto.
3.Siamo rimasti colpiti ed amareggiati nel
constatare ancora una volta
l'opposizione che ci viene riservata da numerosi Soci del Gruppo in
sede
di riunione, ed in questa occasione anche dal Consiglio Direttivo, con
un'accanimento che non trova spiegazioni.
Di conseguenza, continueremo la nostra attività
senza cambiare
programmi, partecipando quindi alla spedizione in progetto, ma teniamo
a sottolineare che purtoppo quest'ultima, qualsiasi esito abbia, non
sarà
ascrivibile alle attività del Gruppo Ragni, rimanendone estranea
per Vostra volontà.
Approfittiamo inoltre dell'occasione per
puntualizzare alcune questioni,
emerse nel corso della riunione del Gruppo del 9 maggio '96, con la
speranza
che si possa generare una riflessione costruttiva ed una discussione
più
approfondita nell'ambito delle prossime assemblee.
Crediamo che le Vostre affermazioni sul
problema-scuola di roccia, sulla
firma degli articoli di componenti del Gruppo su quotidiani, riviste od
altre pubblicazioni, nonchè sul considerare certi progetti come
"orticelli personali" (ecc...), siano sintomo dei gravi problemi che il
Gruppo Ragni sta vivendo, in questi anni di cambiamento generale delle
modalità e delle etiche del fare Alpinismo.
Quasi tutti i club e le associazioni accademiche elitarie si trovano
oggi nella condizione di dover rinnovare al loro interno il senso
dell'aggregazione,
per stimolare i giovani ad arricchire, con nuove e diverse attività,
quel contributo storico e tecnico che gli stessi Gruppi rappresentano
per
l'evoluzione dell'Alpinismo-Arrampicata.
Tra i maggiori problemi che vogliamo
puntualizzare, vivendoli personalmente,
e che riscontriamo chiaramente anche in tutti i Ragni, vi è sicuramente
una forte tendenza all'individualismo: chi vuol "fare attività"
si muove sempre più slegato dal Gruppo, mentre chi ormai "ha smesso"
vorrebbe splendere di luce riflessa solo grazie alla sua appartenenza
al
Gruppo stesso.
Secondo noi si sta affievolendo quello spirito di aggregazione che
incoraggia i componenti a dare il massimo nel campo alpinistico,
secondo
le proprie preferenze tecniche, con una spinta data dall'entusiasmo e
dalla
condivisione di tutti i Soci, attivi e non.
Notiamo quindi anche un diffuso disinteresse alle
tradizionali attività
sociali, corso di Alpinismo per primo, e che la
partecipazione alla
vita del Gruppo si ravviva solo quando si prospetta l'eventualità
di una spedizione ufficiale "tutto spesato".
Da anni inoltre rileviamo forti reticenze nelle posizioni ufficiali
del Gruppo (a parte naturalmente singole eccezioni) ad adattarsi alle
nuove
frontiere dell'Alpinismo moderno, ad accettare e seguire con interesse
nuovi modi di fare alpinismo che non si limitino alla spedizione
massiccia
di stampo classico: pensiamo alle spedizioni leggere a pareti e
montagne
"minori", che offrono infinite possibilità di splendide e
difficilissime
imprese (sulle cronache delle riviste di settore questa tendenza si
evidenzia
ormai da parecchio tempo), e che vengono considerate dal Gruppo come
"orticelli
personali" e sostenute con scarsissima convinzione; l'apertura di nuove
ascensioni di alto livello sulle Alpi, l'attrezzatura di nuove falesie,
per non parlare del sostegno alla manutenzione di quelle esistenti, e
l'arrampicata
sportiva non sono mai state prese neppure in considerazione.
Infine ci spiace rimarcare l'atmosfera di incomunicabilità che
si è generata negli ultimi anni all'interno del Gruppo; vedi il
livello, al limite del civile, di alcune delle passate assemblee.
Questi sono solo alcuni dei problemi che gravano
sul nostro Gruppo,
alcuni ci toccano personalmente, ma il ruolo di capro espiatorio che ci
è stato assegnato ci sta stretto: ognuno si prenda la sua parte
!
Qualche considerazione specifica sulla Scuola, da
alcuni considerata
uno dei fiori all'occhiello del Gruppo.
Io (Paolo) ho partecipato quale istruttore ad undici edizioni dapprima
con passione ed impegno, in seguito mantenendo l'impegno ma perdendo
progressivamente
l'entusiasmo, dando la disponibilità solo per senso di dovere verso
il Gruppo. Anche Sonja, che vi collabora da quando è entrata nei
Ragni, condivide le scarsissime motivazioni.
Purtroppo le ultime edizioni hanno avuto un'esito a nostro avviso
disastroso,
non certo per colpa dei pochi che l'hanno organizzata con passione e
che
vi hanno partecipato, quanto piuttosto a causa di tutti gli altri che
non
vi hanno preso parte.
Inutile dire che le persone partecipanti erano sempre le stesse, e
sempre insufficienti per far funzionare un corso come il nostro. Mi è
capitato di arrampicare con 4 ed anche 5 allievi legati in cordata per
mancanza di istruttori!
Riteniamo assolutamente poco seria questa modalità di gestione,
che tra l'altro (ripetiamo, non per colpa degli organizzatori) nuoce
all'immagine
del Gruppo ed alla credibilità di chi vi partecipa quale istruttore,
che suo malgrado non può assicurare all'allievo la dovuta
attenzione.
Dal 1995 abbiamo quindi deciso di non partecipare finchè non
si avrà una disponibilità più ampia da parte degli
altri Soci, ed il '96 non sarà certo l'anno della svolta, in quanto
ci risulta che pochissimi abbiano assicurato la propria partecipazione.
Riguardo invece alla questione sollevata sulla
firma di libri od articoli,
vorremmo ricordare che di solito i Ragni firmano solo con il proprio
nome,
mentre il Gruppo viene semmai citato dove venga ritenuto funzionale al
testo.
Tanto per citare alcuni esempi: il libro ufficiale della spedizione
al Cerro Torre riporta in copertina il nome di Casimiro Ferrari e non
il
logo dei Ragni; recentemente è apparso sulla rivista della montagna
un articolo sulla Norvegia del nostro Da Pozzo, senza che compaia la
dicitura
Gruppo Ragni; in uno degli ultimi numeri del bollettino del C.A.I.
Lecco,
il Socio Dino Piazza non si è firmato come Ragno sul suo articolo,
per finire Stefano Alippi non compare come Ragno sulle cronache delle
gare
di arrampicata.
Con questo non vogliamo certo contestare le persone sopra citate, ma
è solo per rimarcare che non riusciamo a capacitarci del perchè
questo appunto venga rivolto solo a noi.
Abbiamo sempre messo a disposizione del Gruppo tutto il materiale
fotografico
prodotto nelle nostre spedizioni, per fare articoli o proiezioni, e nel
libro del 120° del C.A.I. Lecco tutta la nostra attività più
significativa compare tra quella generale del Gruppo Ragni.
Lo stesso vale per il libro del 50, per il quale abbiamo già
consegnato il materiale senza preoccuparci di distinguere nella nostra
attività quella fatta col sostegno del Gruppo e quella portata avanti
a titolo personale. Non accettiamo quindi la definizione delle nostre
salite
come "orticelli personali", visto che il nostro attaccamento al Gruppo
si dimostra in più di un'occasione.
Se poi ci firmiamo solo col nostro nome negli articoli su Alp e la
R.d.M., dove tra l'altro esprimiamo spesso considerazioni del tutto
personali
su vari temi di etica Alpinistica, magari nemmeno condivisibili
ufficialmente
dal Gruppo, non ci sembra di essere condannabili in quanto, come già
evidenziato, questa è una prassi seguita più o meno da tutti
i Soci.
Semmai si può discutere se, per rinfrancare lo Spirito di Gruppo
e per rivitalizzarne l'immagine, non valga la pena di richiedere a
TUTTI
che in futuro nelle proprie cronache sia dia più spazio al nome
dei Ragni. Questo però è condizionato, come espresso all'inizio,
da una maggiore compattezza, maggior sostegno (almeno morale) e più
interessamento nei confronti di chi fa attività.
A tale proposito, vogliate considerare che le nostre nuove ascensioni
sulla parete Est del Qualido (tanto per fare un'esempio) hanno
determinato
per noi un'impegno fisico ed economico pari, se non superiore, a molte
spedizioni extraeuropee a cui abbiamo partecipato, e che il Gruppo non
si è preventivamente interessato in nessun modo a queste imprese.
Il Gruppo invece se ne è accorto solo quando si è trattato
di raccogliere notizie sull'attività alpinistica significativa dei
Soci, per presentare le relazioni di fine anno sull'attività DEI
RAGNI (non solo di Paolo Vitali e Sonja Brambati), per dare lustro al
Gruppo
il cui motivo principale di esistere resta, ci sembra, quello di
promuovere
l'Alpinismo e l'Arrampicata ai massimi livelli. Ed oggi i massimi
livelli
sono molto alti !!!
Vogliamo inoltre far notare quanto pochi siano i Soci attivamente
impegnati
in Arrampicata sportiva od Alpinismo ad alto livello. Ed anche questo è
sintomatico di una certa "stanchezza" e di scarse motivazioni
all'interno
del Gruppo.
Anche se diamo atto al Consiglio attualmente in
carica dell'enorme mole
di lavoro che si sta sobbarcando per le iniziative in corso, ribadiamo
la nostra preoccupazione sul fatto che si sta perdendo di vista lo
scopo
per cui il Gruppo è nato e si è sviluppato in questi cinquant'anni
(quell'attività "in parete" che l'ha reso famoso nel mondo), per
dedicarsi quasi totalmente ad iniziative che dovrebbero essere
considerate
più marginali.
Cordiali saluti, Paolo
Vitali Sonja Brambati
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