ZUC
DI VALBONA 2184m
CIMA
DELLE MINIERE 2083m – ZUC DI CAM 2192m
Dalla
Strada per Biandino, Introbio (LC)
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Note: Si tratta di
una bella gita, anche se praticamente sconosciuta a molti scialpinisti
locali e quindi pochissimo frequentata. La strada per Biandino viene percorsa
da pochissimi fuoristrada, e non viene sparsa sabbia, quindi risulta sciabile.
Il tratto di bosco da Biandino al Rif.Pio X è un po’ fitto, ma oltre
la sciata è garantita.
Accesso
stradale: Da Introbio seguire la sterrata per Biandino fin dove possibile.
Per lo più si può arrivare fino al primo ponte a quota 826m,
oltre la stradina è molto stretta e bisogna sperare di non incrociare
altri mezzi, ma si può ancora proseguire fino al secondo ponte (Ponte
dei Ladri) a quota 1055m. Oltre è divieto.
Percorso:
Appena oltre il primo ponte si può seguire a piedi la strada, oppure
la scorciatoia che sale subito a destra, e si ricongiunge alla strada prima
del Ponte dei Ladri. Sempre seguendo la strada raggiungere la Bocca di
Biandino a Q 1450m. Appena giunti sul piano attraversare un ponticello
e seguire le indicazioni per i Rifugi (visibili in cima ad un dosso sulla
dx). Un bosco abbastanza fitto conduce al Rif. Pio X, da questo seguire
una evidente dorsalina in direzione E-NE, passare una stalla a Q 1922m
e raggiungere l’evidente Passo del Camisolo a Q 2020m. Appena oltre è
visibile il Rif. Grassi.
Dal Passo si può salire
a sinistra alla Cima delle Miniere (2083m), toponimo derivante dall'antico
sfruttamento di giacimenti minerari di galena, blenda e barite; oppure
a destra lo Zuc di Valbona (2184m). Dalla cima di quest’ultimo senza sci
si può scendere l’esile cresta in direzione opposta fino alla Bocca
di Valbona (2047m) per risalire la cima dello Zuc di Cam (2192m).Discesa:
per l’itinerario di salita, dalla stalla a Q 1922m, con condizioni di neve
sicura, si può traversare a sx a prendere il canale che scende sul
versante N dalla cima dello Zuc di Valbona. Lo si segue in due successive
strozzature. Al termine della seconda, in vista del Rif. Pio X, vi è
uno scivolo di ghiaccio a 45° di una decina di metri, che se ben coperto
di neve può essere sciato, altrimenti bisogna scendere aggrappati
ad alcune piante laterali; oppure ancora, allo slargo fra le due strozzature
spostarsi ulteriormente a sx, dove il terreno è un po’ più
aperto, con un canalino finale più ampio; risalire quindi una cinquantina
di metri fino al Rif. Pio X, dal quale conviene scendere nel bosco appena
a dx anziché sul sentiero di salita. Quando il bosco si infittisce
con una diagonale a sx si riprende la traccia di salita.
Cartografia: KOMPASS
1:50.000, foglio 105, Lecco - Valle Brembana