Prologo.
Dopo la bella esperienza sui Monti Rila e Pirin della Bulgaria, anche quest’anno
decidiamo di puntare ad est. Tatra e Carpazi mi suonano di Polonia o Cecoslovacchia,
ma non ho mai amato lo studio della geografia “a secco”.... preferisco
approfondire in vista di una visita a un paese, e soprattutto al ritorno,
quando nomi e luoghi non sono più solo dei suoni sconosciuti. Cerco
su web un contatto locale che mi possa aiutare nell’organizzazione, Plamen
l’amico Bulgaro che ci ha aiutato lo scorso anno mi fa il nome di un certo
Stanislav Melek, che pero’ non riesce più a sentire da anni; trovo
l’indirizzo di tale Stano, provo a scrivergli e guarda a caso è
proprio l’amico di Plamen. Da quello che mi scrive sembra proprio un grande
conoscitore di quelle valli, e decidiamo di assoldarlo come nostra guida.
La sua proposta iniziale è per una traversata dei Tatra rimanendo
in quota a pernottare nei rifugi, una pratica evidentemente diffusa in
zona, ma noi preferiamo optare per un percorso analogo ma con ridiscesa
a valle ogni giorno, che ci permetterà di sciare di più ed
alloggiare più comodi, con la possibilità anche di cambiare
itinerario in base alle condizioni meteo e di innevamento.
Manca
un solo giorno alla partenza e Stano mi scrive una terrificante email:
“è
dieci giorni che nevica, ha tirato vento a 110 km/h, e danno pericolo 4
per le slavine .... forse è meglio che rimandate di una settimana
la partenza!” Rimandare?! Sei persone che hanno già fissato
le ferie?! Praticamente impossibile, o si rinuncia o si parte comunque
.... naturalmente si parte comunque! Il viaggio in macchina scorre tranquillo,
praticamente si impiega lo stesso tempo che ci vorrebbe in aereo fra check-in,
soste e scali, e per lo meno non rischiamo che ci smarriscano gli sci come
ci è successo in Bulgaria! Vienna e Bratislava offrono poi due ottime
soste turistiche per spezzare.
BB.
Arrivati a Banská Bystrica (si pronuncia Bistriza) troviamo Stanislav
ad attenderci pazientemente; gustiamo con lui la nostra prima cena slovacca,
preceduta da un aperitivo a base di Slivoviz e poi una veloce visita al
centro storico di questa bella città (85.000 abitanti) completamente
ricostruita nel 1990 dopo la caduta del socialismo. Rimaniamo subito stupiti
dall’ottimo stato di tutti gli edifici e dall’apparente tenore della gente,
considerato che uno stipendio medio di impiegato si aggira sui 300 €
al mese! Al tavolo di una delle tante birrerie nascoste sotto la piazza
pedonale centrale, di fronte ad un ottima birra scura, la prima di
una lunga serie in questo viaggio, Stano ci spiega che la preventivata
gita nei Tatra Ovest per domani non è fattibile: i tre metri di
neve caduti ed il suolo prevalentemente erboso rendono il pericolo valanghe
troppo elevato. Ci propone in alternativa una gita più semplice
nei Bassi Tatra. Siamo sempre più convinti dell’ottima scelta di
avere Stano sempre con noi, come avremmo potuto conoscere i dettagli di
queste zone a noi completamente sconosciute?!
Il mattino
seguente nevica, da BB a ci spostiamo a Podbrezová quindi Bystrá,
poi una strada secondaria completamente innevata verso Srdiecko, una località
sciistica abbastanza rinomata, gli impianti portano fin alla cima del Chopok
(2024 m), le piste più belle si trovano sul lato opposto della montagna,
il comprensorio prende il nome di Jasna. E’ domenica, e per strada incontriamo
numerosi slovacchi con o senza catene in panne per le condizioni della
strada, da trent’anni non ricordano una nevicata come quella di questo
mese! Le nostre gomme da neve si rivelano poderose e arriviamo un paio
di tornanti prima di Srdiecko, nei pressi del Rif.Trangoška, dove parte
la nostra prima gita, il DUMBIER: sono solo 900 m di dislivello,
con piacevole sosta nel Rif.Štefanik sommerso dalla neve, ma viste le condizioni
meteo e della neve siamo pienamente soddisfatti, e poi dobbiamo ancora
spostarci nel comprensorio di Smokovec, alla base degli Alti Tatra, dove
rimarremo la settimana successiva.
La strada
che da Poprad sale a Smokovec è chiusa per neve, l’unica aperta
è quella che passa per Štrbské Pleso, in mezzo a enormi muraglioni
di neve ..... sembra di essere in Siberia .... ogni tanto Stano sogghigna
stranamente, anche lui non ricordava nevicate come questa da decenni, e
sotto sotto se ne compiace! La pensione Reitmayer dove alloggiamo è
meno caratteristica del Kuria di BB, ma è molto confortevole e pulita,
e il buffet della colazione è qualcosa di veramente eccezionale!
Amos, la nostra testa di serie in fatto di cibo, riesce a strabiliare tutti
con delle portate faraoniche da banchetti nuziali alle sette del mattino!!
SVIŠT’OVÝ
ŠTIT (Cima della Marmotta). Partiamo per la prima gita negli Alti Tatra
direttamente con gli sci dalla pensione, e per paura di non fare “abbastanza
dislivello” evitiamo anche di prendere il trenino che porta a Hrebienok.
Prima dell’ultimo tratto sostiamo all’incredibile ed accogliente
Zbojnícka Chata, con tanto di birra alla spina! Devo assolutamente
riconsiderare le mie idee relativamente ad una traversata dei Tatra con
soste nei rifugi, che si rivelano decisamente meglio di qualsiasi aspettativa!
Lo sviluppo della gita si rivela poi notevole, ma la sciata è piacevole
e soprattutto abbiamo il primo colpo d’occhio sulle vallate, cominciamo
già ad adocchiare canali ripidi qua e la..... Il pericolo non ci
sembra in effetti da 4, nessun wumm ci fa alzare le antenne, e sotto la
fresca la neve sembra ben consolidata. E’ cosi’ che il giorno dopo ci buttiamo
nella traversata che passa dalla
cima del BARANIE ROHY, la discesa nel canale che porta nella Vel’ka
Zmrzlá Dolina si rivela qualcosa di fantasmagorico: la pendenza
non è inferiore ai 40°, ma non si riesce neppure a cadere per
la tanta fresca in cui navighiamo e lo zaino che sfiora praticamente il
pendio alle spalle, solo Amos riesce ad esibirsi in un salto mortale con
immediato e perfetto ristabilimento in piedi. Una discesa ce ricorderemo
per un po’!
Traversata
Štrbské Pleso-Popradské Pleso-Vychodna Železná Brana-Litvorový
Štit-Tatranská Polianka. Il giorno successivo Stano propone
una salita con funivia più 300 m di dislivello, ma lo convinciamo
a partire nonostante il vento forte nella valle verso il Popradské
Pleso, poi quasi magicamente il vento cala e raggiungiamo il colle Vychodna
Železná Brana, da cui scendiamo nel versante opposto per un altro
ripido canale che sembra la fotocopia di quello di ieri, anche Stanislav
sembra galvanizzato, ci divertiamo come bambini! Il canale che risale al
Litvorový Štit frontalmente sembra troppo ripido, ma la prospettiva
inganna, e grazie alla neve fresca non dobbiamo neppure usare i ramponi.
Se avessimo prenotato le condizioni non avremmo potuto scegliere meglio!
SLAVKOVSKÝ
ŠTIT. La montagna che sovrasta Smokovec, la vediamo dal primo giorno,
con pendii e canaloni che dalla cima calano direttamente su quel che rimane
delle immense foreste. Un giorno dell’autunno del 2004 sono bastate poche
ore con raffiche di vento a 160 km/h per distruggere un ambiente naturale
unico, ora il panorama in molti tratti è veramente lunare: pini
secolari alti decine di metri divelti e spezzati per chilometri e chilometri!
Da Hrebienok la salita è abbastanza immediata, lungo l’evidentissima
dorsale, e la discesa molto remunerativa, diretta in uno dei canali o per
la stessa dorsale. Ci rimane però tutto il pomeriggio libero, che
fare?! A
Poprad, pochi chilometri sulla strada ora riaperta, hanno da poco aperto
l’ACQUACITY, ovvero una vera città di divertimenti termali,
con saune e bagni turchi a varie temperature ed aromi, vasche idromassaggi
interne o all’aperto, toboga e ogni genere di divertimento acquatico ....
non volevamo più uscire!
Penultimo
giorno, meteo veramente inclemente, anche con tutta la buona volontà
oggi una ogni gita è veramente improponibile. Optiamo così
per una passeggiata dal villaggio di Hranovnica nel parco naturale
di Slovensky Raj (Il paradiso slovacco). Un torrente ha scavato
nella foresta una forra che si può risalire a piedi in un paesaggio
che dicono unico! Dicono perché noi lo possiamo solo costeggiare,
causa i metri di neve che lo hanno intasato nelle settimane scorse. Rimane
il tempo per una visita alla città rinascimentale di Levoca ed
al castello di Spišský Hrad. E poi ... di nuovo ACQUACITY......
Per
abbreviare il viaggio di ritorno l’ultimo giorno ci riavviciniamo a BB,
e ritentiamo una gita nei Tatra Ovest, il Klin. Percorriamo la Rackova
Dolina, ma la cima ci è negata dal vento tempestoso; non importa,
nel complesso siamo stati più che fortunati. Pernottiamo nella folcloristica
Spania Dolina, sede delle miniere di rame che fornivano BB, per ripartire
la mattina successiva arricchiti da una splendida esperienza. P.V.
Informazioni generali.
Il gruppo che ha realizzato questo
viaggio era composto da Paolo Vitali, Sonja Brambati, Amos Locatelli, Gianni
Corti, Renato Pizzagalli, Franco Scotti; accompagnati da Stanislav
Melek, istruttore locale e grande conoscitore dei Tatra, che ci ha
permesso di scegliere sempre al meglio le gite da realizzare nonostante
le difficili condizioni meteo e della neve.
Periodo consigliato. La
quota dei Monti Tatra è abbastanza modesta, ma l’innevamento è
generalmente buono grazie al clima freddo e ricco di precipitazioni. E’
possibile sciare in pieno inverno, ma è molto freddo, le condizioni
migliori si dovrebbero trovare a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio
della primavera.
Bike. Durante le nostre
gite fantasticavamo sulle enormi possibilità per giri in mountain-bike
estivi.
Accesso. Il viaggio
in macchina è probabilmente la soluzione migliore e più economica.
Da Milano a Banska Bistrica via Tarvisio-Vienna-Bratislava sono circa 1200
Km, quasi tutta autostrada. Per viaggiare sulle autostrade dell’Austria
serve la vignetta, che si può acquistare nell’ultimo distributore
italiano o in quelli austriaci; dura 10 giorni e costa 7,8 €. Vignetta
anche per le autostrade slovacche, acquistabile in dogana o nei distributori;
costa 300 SK, dura però solo 7 giorni.
In aereo si può volare
con la Czeck Airelines: voli giornalieri Malpensa-Praga-Kosice-Poprad (circa
330€, andata 09:45-16:50 ritorno 12:00-18:20), su web skyeurope.com.
Cambio. In Marzo 2005 ad
un Euro corrispondevano circa 37 corone (SK). Il costo della vita è
decisamente più basso che in Italia.
Cartografia. Le carte
più dettagliate sono sicuramente quelle al 25.000 della VKU, reperibili
sul posto o su web: vku.sk, per gli Alti
Tatra foglio VYSOKÉ TATRY. Esiste anche un foglio al 50.000 (Vysoké
a Západné Tatry) della freytag & berndt, acquistabile
anche via web alla “Libreria del viaggiatore” di Sondrio: vel.it.
Su map-world.co.uk
si trova anche un foglio al 25.000 (Hohe Tatra Vysoke Tatry) della KOMPASS,
che probabilmente a breve sarà disponibile anche in Italia.
Logistica. L’orografia
delle valli degli Alti Tatra è abbastanza insolita, con ampi valloni
seguiti spesso da ripidi canali. Le gite migliori sono quelle in traversata,
non sempre scontate. Per questo è molto utile il supporto di un
locale, che potrà sempre indicarvi la gita migliore in base alle
condizioni meteo e della neve. I Bassi Tatra ed i Tatra Ovest sono apparentemente
più semplici, ma il fondo prevalentemente erboso può nascondere
delle insidie per le slavine. Consigliamo sicuramente di contattare Stanislav
Melek, un affabile istruttore locale che potrà organizzarvi
con modica spesa il soggiorno ed accompagnarvi sulle gite.
Alloggi. Nella zona degli
Alti Tatra abbiamo pernottato alla Pensione
Reitmayer di Novy Smokovec (accogliente, colazione da favola!); a Banska
Bistrica nella Pensione
Kuria (caratteristica, consigliabile!), infine a Spania Dolina nella
Pensione
Klopacka. Vi è comunque un’ampia scelta in ogni località,
consultate hotel-net.sk o www.skislovakia.sk
completa directory di alloggi e possibilità.
Meteo. Condizioni neve,
previsioni meteo e webcam su holidayinfo.sk
.
Altri
siti utili. Ente turismo slovacco: sacr.sk;
Mountain Agency SK: hory.sk;
Tatry Open Directory: tatry.org;
Tourist Information, tatry.net;
spectacularslovakia.sk;
Tatra's
Photo-Gallery by Jena.
Da non perdere. L’AQUACITY
di Poprad! Aperta solo dall’autunno 2004 può offrirvi tutti gli
svaghi acquatici mai sognati: saune, bagni turchi e idromassaggi a tutte
le temperature ed aromi, per ritemprarvi dopo una gita.
Per la salvaguardia dell'orso:tichawilderness
Sci-alpinismo
sui Monti Tatra
Nonostante
l’assenza di ghiacciai e la quota modesta (massimo i 2655m del Gerlachovský
Stít), le montagne dei Tatra si prestano molto bene allo sci-alpinismo.
Le perturbazioni da nord e ovest scaricano grandi quantità di neve
prima sui Tatra Occidentali, o
Západné Tatra, quindi
sui Bassi Tatra, o Nízke Tatry, ed infine sugli Altri Tatra,
o Vysoké Tatra. Questi ultimi sono però sicuramente
il gruppo più rinomato per lo sci-alp per via dei suoi ripidi canali
e vette più spettacolari; grandi combinazioni di traversate. I Tatra
Occidentali, ed i Bassi Tatra, sono più modesti all’aspetto, con
dorsali erbose che sovrastano le fitte foreste di pini cembri e faggi;
comunque ottime sciate.
Insieme
i tre gruppi coprono un’area di circa 60 km da est a ovest e 25 km da nord
a sud, al limite occidentale della catena dei Carpazi. Le creste delle
cime degli alti Tatra fanno da linea di confine naturale fra Slovacchia
e Polonia. Da quasi tutte le cime si vede la pianura polacca con la città
di Zakopane. In inverno si possono trovare spesso condizioni di neve fresca
e polverosa, anche in grande quantità; meglio però farsi
consigliare da una guida locale sulle condizioni dei pendii, specie in
traversata, quando è difficile prevedere cosa si troverà
“dall’altra parte”! In aprile è più facile trovare le condizioni
ottimali di neve trasformata, che permettono quasi tutte le discese.
Indumenti. Fondamentalmente
lo stesso equipaggiamento delle gite invernali sulle Alpi. In inverno però
la temperatura può essere molto rigida, quindi regolarsi di conseguenza.
Prevedere un ricambio per indumento per poter effettuare gite ogni giorno,
e capi caldi per uscire dopo le gite e la sera.
Materiale.
Vi è la possibilità di sciare numerosi canaloni molto ripidi,
quindi oltre ai soliti ARVA, pala e sonda, portare ramponcini e picozza,
imbragatura ed uno spezzone di corda. Un paio di pelli di scorta ogni 2/3
persone se intraprendete gite che prevedono traversate.
Meteo. I venti da nord
e da ovest soffiano spesso su queste montagne, esasperando la sensazione
di freddo, e portando spesso copiose nevicate. Non sottovalutate le gite
per via della quota modesta delle cime.
GPS. Può essere
molto utile in caso di brutto tempo, specie sulle gite in traversata! Noi
abbiamo usato un GARMIN GPSMAP60CS.
Potete scaricare il database con le tracce ed i waypoint delle gite cliccando_qui.
Con
Google Earth potrete anche vedere le gite dal satellite Soccorso Alpino. Locale
dei Vysoké Tatra: tel.00421-903-624869 Nazionale: tel.00421-521-8300.
Mappa generale d’inquadramento
In alto a sx il gruppo dei
Tatra Ovest, a dx gli Alti Tatra, in basso a sx i Bassi Tatra
Altimetria e mappe ricavate
da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata
usando Garmin® GPSMA60CS
883KB
- Alti Tatra, strade innevate come non capitava da 30 anni!
821KB
- A spasso per Poprad, Banská Bystrica, Levoca e castello di Spišský
Hrad.
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- Bassi Tatra, Dumbier. primo assaggio di neve, meteo e birra slovacca!!
720KB
- SVIŠT’OVÝ ŠTIT (Cima della Marmotta), comincia la polvere!
759KB
- Traversata del Baranie Rohie, il fantastico canale verso la Vel’ka Zmrzlá
Dolina.
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- Salita e discesa al colle Vychodna Zelezná Brana.
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- La salita del ripido canale al Litvorový Štit.
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793KB
- Rackova Dolina: fermati dalla bufera!