Polskie Tatry
ski-mountaineering
18-26 Marzo 2006
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Gli altri viaggi sui M.Tatra
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Monti Tatra - Polonia
Prologo. 18 marzo 2006, partenza per la nostra quarta esperienza sci-alpinistica oltralpe nonché compleanno di Gianni. Chi legge tra le righe del nostro sito Internet famigliare è a conoscenza che da qualche anno a questa parte amiamo visitare in veste sci-alpinistica regioni a noi sconosciute. Quest’anno avevamo in cantiere molte idee, ma poi budget e ferie permettendo abbiamo deciso a favore dei monti Tatra dal versante polacco. Una scelta “abbastanza” semplice dal punto organizzativo grazie agli amichevoli rapporti instaurati l’anno precedente con Stano, la nostra guida slovacca, che ha fatto da tramite con Zosia, una piccola grande donna-guida nostra compagna in questa bella vacanza bianca. E’ stata decisamente una settimana favolosa sotto tutti gli aspetti. Bel tempo, bella neve e soprattutto giusta compagnia! Sembra una banalità ma non è poi così facile coinvolgere “amici” in un tour. Quando si fa la gita da noi in giornata ognuno è libero di esprimersi come crede, ma dovendo condividere un lungo periodo insieme è necessario essere affiatati. L’allenamento di ogni singolo individuo non corrisponde necessariamente a quello di un altro e la capacità di adeguarsi, nonché godere della compagnia e paesaggio sono le componenti più importanti. Abbiamo effettuato lunghe, impegnative salite ed altrettante discese senza tralasciare l’aspetto goliardico della trasferta. Dopo una lunga soddisfacente giornata ci aspettava sempre una serata all’altezza delle aspettative. Onestamente se dovessi chiedere a Mao, Gianni, Amos, Paolo ed Ottavio cosa abbiano preferito li manderei in crisi! Zosia, la nostra giuda si è dimostrata una persona favolosa, ha assecondato ogni nostro desiderio, se pur faticoso, sempre di buon grado e sorridente, felice di avere dei clienti un po’ fuori dalle righe! Tutto è andato nel migliore dei modi, siamo riusciti a sciare oltre ogni aspettativa ed a fare anche una breve trasferta turistica a Cracovia, Cos’altro di più? Provare per credere! Di seguito la descrizione delle singole gite ed una galleria fotografica che mette l’acquolina in bocca. Sonja B.

Resoconto della traversata da Ovest a Est

Sabato 18 marzo 2006. Day 0.  Partenza da Ballabio alle 05:10, già in ritardo di un’ora buona! A Ottavio fuma il Cherokee.... tocca prendere l’Audi (beato lui che può scegliere!...). Dopo la partenza travagliata il viaggio però scorre liscio come l’olio fino a Poprad, in Slovacchia, dove rispolveriamo splendidi ricordi dello scorso anno! Ma per la meta di quest’anno mancano ancora un paio d’ore ... altre due dopo tredici, al buio, quelle che cominciano a pesare!.... Forti del GPS non abbiamo neppure comperato le cartine stradali di Slovacchia e Polonia, peccato che la cartografia dettagliata di questi due paesi non è disponibile sul GARMIN! Vaghiamo così per stradine sconosciute e buie e senza una porca di indicazione .... finalmente passiamo il confine, ma non è quello che pensavamo! Chiediamo ai gendarmi, e più o meno facciamo la figura di due macchine di extracomunitari che giunti allo Spluga chiedono se quello è il Passo Maloja! Poco male, dopo una mezz’ora troviamo finalmente un’indicazione per Zakopane .... ma non doveva essere la Cortina della Polonia?! Possibile che non ci sia un cartello stradale!?
Zosia, la guida polacca contattata via mail ci attende paziente all’ingresso del paese e ci conduce alla pensione. Appuntamento il mattino successivo per la prima gita.

Domenica 19/03. Day 1. Intravediamo finalmente Zakopane alla luce del giorno, ma offuscata da una fitta nebbia che secondo la meteo ci impedirà la vista dei Tatra per i prossimi due o tre giorni! Peccato! Raggiungiamo la località Siwa Polana (911m), dove entriamo nel Parco dei Tatra, seguendo una lunga strada innevata (circa 6 km) nella Chocholowska Dolina percorsa da numerose slitte trainate da cavalli che portano turisti eppure scialpinisti fino al Rifugio, lo Schronisko na Chocholowskiej Polanie (1148m). Durante il tragitto parlo a lungo con Zosia, una “ragazza” come me del 64, che svolge tutto l’anno il lavoro di guida nei Tatra, in corso per conseguire il brevetto UIAGM. Mi fa subito un’ottima impressione, sembra seria e professionale! Man mano che ci avviciniamo al rifugio le nebbie cominciano a diradarsi, le montagne intorno si presentano con belle dolci dorsali super sciabili! Attraversiamo un fitto bosco di pini innevato di fresco dalle nevicate dei giorni scorsi, e ci ritroviamo sulla dorsale più occidentale. In breve calchiamo la prima cimetta tondeggiante, il Grzes (1653m), e da qui il tragitto continua sulla dorsale fino al Rakon  (1879m), ci abbassiamo al colletto successivo, da cui Zosia aveva programmato la discesa, ma le nebbie svaniscono, uhao!, e così possiamo salire anche la cima più imponente del Wolowiec (2064m). Ci buttiamo spensierati sul ripido pendio nord direttamente sotto la cima, che è perfettamente trasformato. L’esordio non è male!! Alla piana di Kopa (1595m) la nebbia è solo un ricordo, e visto l’orario non tardo addocchio la dorsale successiva. Si ripella! Zosia comincia a realizzare che non siamo i soliti clienti! La dorsale Czerwony Wierch ci porta in breve sulla quarta cima della giornata, il Lopata (1968m), e da qui altra bellissima discesa trasformata a prendere la Dolina Jarzabcza, e ora è polvere fino a tornare al Rifugio, dove ci fermiamo per la notte. Bilancio della prima giornata: quattro cime, 1700m di dislivello e 22km di sviluppo, niente male! 

Lunedì 20/3. Day 2. La colazione a base di salsiccia affumicata e scramblde eggs riscatta in parte la cena non superlativa; in compagnia di otto tedeschi affascinati dai nostri attacchini da rally ripartiamo sulle tracce della Dolina Jarzabcza. Un bel canale ed una ripida dorsale ci portano in breve alla prima cimetta della seconda giornata, il Trzydniowianski Wierch (1758m). Il tempo è splendido, cielo terso con un pelo di vento, alla faccia della meteo nebbiosa! Altra dorsale e siamo sul Konczysly Wierch (2002m), e da questo all’obbiettivo della giornata, lo Starorobocianski Wierch (2176m), o molto più semplicemente Klin nell’idioma slovacco! Qui ci aspetta una graditissima sorpresa, Stanislav (Stano) Melek, la nostra guida dello scorso anno, è salito per il versante slovacco dalla Rackova Dolina, proprio quella dove ci erravamo arresi alla bufera nell’ultima gita della nostra settimana slovacca! Zosia quasi prevede la mia proposta: una bella sciata in compagnia di Stano fino alla baita a Q1440 dove ci eravamo riparati lo scorso anno per poi risalire dalla Gaborova Dolina fino alla montagna più altra dei Tatra Ovest, il Bystrá (2248m). Alla baita Stano sfodera una fresca bottiglia di rosso slovacco per brindare alla nostra amicizia. Stupendo! La risalita fino al Bystrá è lunghetta, soprattutto faticoso l’ultimo ripido tratto gelato con delle croste di ghiaccio che si rompono una volta caricate, facendoti perdere il passo. Dalla cima la vista è notevole, ma il vento cresciuto di intensità non ci lascia attardare, scendiamo subito ad uno dei colli fra Bystrá e Klin, il Raczkowa Przelecz, da dove cominciamo la fantastica sciata per il versante nord-est nella Dolina Pysznianska.  Passiamo dal Rifugio Schronisko TFN Ornak, dall’apparenza caldo e accogliente, ma questa sera preferiamo rientrare a Zakopane per la lunga Koscieliska Dolina, non siamo più abituati a tante notti in rifugio, e poi la risalita del giorno dopo non ci spaventa molto! La sera al tipico ristorante Highlander ci compiacciamo della scelta, soprattutto Amos, che sbrana qualsiasi cosa rimane nel piatto, e si guadagna l’alias di Terminator!
Il bilancio della giornata è lusinghiero: quattro cime, 2100m di dislivello, per 28 km di sviluppo!

Martedì 21/3. Day 3. Ripartiamo da Kiry, al fondo della Koscieliska Dolina, un po’ ci viene male al pensiero di risalirla tutta, ma per fortuna dopo poco, al primo ponticello, Zosia devia a sinistra per imboccare la Mietusia Dolina, che abbandoniamo subito per una ripida traccia nel bosco in direzione sud-est. Questo sentiero, denominato Adamica, passato il fitto bosco segue una dorsale che riporta in breve alla catena principale, linea di confine fra Polonia e Slovacchia. Concateniamo sulla cresta le tre successive cime di Krzesamica (2122m), Malolaczniak (2095m), e Kondracka Kopa (2004m). Chi si azzarda ad accendere il telefonino riceve una tempesta di SMS ..... Benvenuto in Slovacchia .... per usufruire dei servizi .... benvenuto in Polonia .... per i servizi dalla Polonia ..... benvenuto in Slovacchia .... e così via! Incrociamo di nuovo il gruppo di alemanni, che segue la nostra direttiva, apportando le varianti suggerite dalla loro guida. La linea di confine indica più o meno la direttiva della traversata tipo, ma è personalizzabile ampiamente in base alle proprie esigenze e preferenze! Loro infatti dalla Kondracka scendono a nord per poter poi risalire al Giewont (1894m), Zosia invece ci consiglia un ripido canale a nord-est direttamente nella Kondratowa Dolina, dove ancora troviamo neve trasformata fantastica! Al rifugio Schronisko TPN Kondratowa Polana (1333m) la Pivo (birra) di rito, con uno splendido sole quasi primaverile e qualche francesina che fa perdere la testa a Gianni e Amos, i nostri scapoloni, ma anche noi altri non disdegnamo ..... Sonja chiude un occhio!.... Stiamo rimettendo le pelli per risalire fino al Giewont, per quella che ormai Zosia chiama la gita “facoltativa” ...., quando arrivano al rifugio i tedeschi; hanno trovato neve bagnata pesante, pericolosa per slavine nel tratto sotto colle. Con movimento lesto riponiamo le pelli nello zaino! Per oggi niente facoltativa, si tira diritti al rifugio che ci ospiterà per la notte, lo Schronisko Kalatowi (1198m), noto per essere dotato pure di sauna, che naturalmente non manchiamo! La cena è decisamente meglio del rifugio precedente, non rimpiangiamo neppure Zakopane!
Bottino della giornata: tre cime, 1350m di dislivello, per 18km di sviluppo.

Mercoledì 22/3. Day 4. Ritemprati dalla sauna serale, risaliamo per la Goryczkowa Dolina, non lontano dalle piste da sci, fino a passare il Kasprowy Wierch (1950m). Al colle Przelecz Liliowe (1952m) torniamo a scendere a nord verso la Gasienicowa Dolina da un ripido canale, che un po’ ci ricorda quelli dello scorso anno dal versante slovacco. La meteo peggiora rapidamente, ma c’è ancora tempo per una facoltativa! Sotto il passo Karb (1825m) rimettiamo le pelli e risaliamo in direzione del roccioso Swinica (2301m). I colli sciabili però sono molto carichi con cornici, e con la temperatura in notevole rialzo sarebbero troppo pericolosi! Optiamo così per risalire, non senza difficoltà per via della neve molle, al Posrednia Turnia (2128m), da dove torniamo sotto una nevicata con vento al Przelecz Liliowe: altro giro nel canale! Nel frattempo Ottavio, che per risparmiare qualche forza diserta le nostre facoltative, era salito al Karb, da dove anche noi dobbiamo poi passare, e per ingannare l’attesa è salito a piedi al Kosciele (2155m). Finalmente ricongiunti al Karb scendiamo insieme al rifugio Schronisko Murowaniec (1500m), molto accogliente e come gli altri dotato di acqua calda e doccia, importantissimo dopo una gita con facoltative!
Anche oggi sono andati 1500m di dislivello per quasi 15km di sviluppo!

Giovedì 23/3. Day 5. Finalmente una giornata di brutto tempo!!..... temevamo di dover sciare tutta settimana!..... 
Nevica e tira vento freddo, la tappa di oggi dovrebbe essere la più panoramica e non mi va di giocarmela nella nebbia! Propongo a Zosia una pausa turistica, che i compagni di viaggio condividono appieno!
Dal rifugio risaliamo brevemente con le pelli al Passo Mechy (1662m) e da questo un ripido canale ci porta nella Kasprova Dolina, e quindi a Zakopane dove parte la funivia. Anche oggi la sciata non è mancata!
Veloce doccetta e siamo in macchina alla volta di Cracovia, l’antica capitale della Polonia, dove abbiamo ancora il tempo di visitare il Castello e la Cattedrale del Wawel, ed il pittoresco centro cittadino. 
Nei nostri viaggi sci-alp sauna e Acqua-Park sono ormai un must, e Zosia riesce a trovarcene uno all’altezza delle aspettative proprio vicino al centro di Cracovia ..... che ferie sacrificate!....

Venerdì 24/3. Day 6. Dobbiamo riportarci in quota, e ci facciamo tentare dalla funivia, ma la coda è chilometrica .... facciamo prima a salire con le pelli!..... sfruttiamo solo l’ultima seggiovia, che ci deposita al Kasprowy Wierch. Una volta tanto scodinzoliamo anche noi sulle piste lisciate, ed in breve ci ritroviamo al Rifugio Murowaniec. Si ripella. Passiamo per il Lago Czarny Staw Gusienicowy ed ora il panorama si fa decisamente più severo. Cime rocciose e pareti nord ci circondano, il tragitto di salita si snoda per due ripidi canali, che ci portano fino al Passo Zawrat (2159m). Breve “facoltativa” alla cima appena sopra, Zawratowa Turnia (2247m), e quindi discesa nella valle dei cinque laghi, esattamente sotto il lago Zadni Staw Polski. Ancora neve super: trasformata con leggero remollo superficiale! Con un piccolo binocolo Zosia nota che allo Szpiglasowa Przelecz (2110m), il passo che dovremmo fare per raggiungere il successivo rifugio è partita una notevole slavina, e bisognerebbe passere in una zona ancora pericolosa. Urge cambiamento di rotta, e la nostra guida si conferma oltre che forte anche molto preparata! Ci mostra un itinerario che ancora una volta sconfina in Slovacchia, sarebbe illegale!, e con due passi ci potrebbe riportare al rifugio nostra destinazione. E’ titubante per l’orario, teme che possa essere troppo tardi per un tragitto ancora così lungo, ma in questo caso siamo noi a convincerla che si può fare ..... Si ripella (e siamo a tre....) e risaliamo al Passo sopra il lago, il Gladka Przelecz (1994m), quindi sciando un lungo diagonale per non perdere troppo quota, passiamo dalla Kobylia Dolina fino alla selvaggia e poco frequentata Temnosmrecinska Dolina, in territorio decisamente slovacco! Nessun gendarme in tenuta da sci ci ferma, si può ripellare (e quattro!). Passiamo due laghi successivi, il Nižnè e il Vyšnè, per poi risalire il ripido pendio fino al passo Przelecz nad Wrotami (2022m). Torniamo nella legalità, in Polonia: la discesa per la Dolina za Mnichem fino allo Schronisko przy Morskim Oku (1406m), sul lago Morskie Oko, è un nuovo regalo: ammorbidita in alto, trasformata dura in basso, sempre su terreno ripido! Fantastico!
Il rifugio è caldo e accogliente come gli altri, con molte foto dell’ultima visita di Papa Giovanni Paolo II.
Controllo il GPS: oggi sono 19km, con una sciata di 2300m. 
La sera il cielo si vela, ma comunque vada domani siamo consapevoli che siamo già stati più che fortunati! EUFORIA! Festeggiamo con la solita “pivo” e l’ultimo blocco di Parmigiano Reggiano che ci siamo portati, e la sera di nuovo, se ne va il residuo limoncello e proseguiamo con il liquore alle erbe locale..... 

Sabato 25/3. Day 7. Nevischia. Non è certo il tempo ideale per il ripido canale del Rysy (2499m)! Ma è l’unico giorno rimasto, e chissà mai se torneremo! Anche sulle Alpi siamo abituati a partire con meteo incerta, mai dire mai, senza incertezze attraversiamo il lago, anche se razionalmente credo non potremo andare oltre alla cresta per il pendio laterale. Raggiungiamo il lago superiore, Czarny Staw pod Rysami (1583m), da qui il terreno si fa molto più ripido, ma le condizioni della neve sono ideali, e la nevicata non disturba molto. Non serve molta visibilità per imboccare il ripido canale finale, così senza quasi accorgerci ci ritroviamo al colletto sulla cresta, trenta metri sotto la cima, che raggiungiamo velocemente. Ma le sorprese non finiscono: in cima ci attendono due ragazzi, e uno si presenta come il figlio di Stano! Ancora! SUPER! E ancora una bottiglia di vino omaggio dal nostro indimenticabile amico! Affidiamo la bottiglia a Gianni, con la grande raccomandazione di non cadere! Anche se con una neve così bella neppure Amos potrebbe cadere .... o quasi!.....
Ultimo brindisi al rifugio, poi Zosia propone un rientro a Zakopane per la lunga strada che percorre la Dolina Rybiego Potoku sulla carrozza trainata dai cavalli! La neve in basso è già molto molle, e così accettiamo questa ultima stravaganza polacca. Bei ricordi che rimarranno indelebili!

Domenica 26/3. Day 8. E’ dura alzarsi alle 4 dopo l’ultima cena Highlander! Ma il viaggio a Ballabio è molto lungo, 1450km filati. La strada indicata da Zosia ci fa risparmiare qualcosa e corrono veloci mentre ci raccontiamo le fantastiche giornate passate su queste fantastiche montagne!  Paolo V.

Informazioni generali
Il gruppo che ha realizzato questo viaggio era composto da Paolo Vitali, Sonja Brambati, Amos Locatelli, Gianni Corti, Maurizio Zambelli, Ottavio Penati; accompagnati da Zosia Bachleda, guida locale di grande esperienza e professionalità. La sua grande conoscenza dei Monti Tatra ci ha permesso di scegliere sempre al meglio le gite e le migliori combinazioni .

Periodo consigliato. La quota dei Monti Tatra è abbastanza modesta, ma l’innevamento è generalmente buono grazie al clima freddo e ricco di precipitazioni. E’ possibile sciare in pieno inverno, ma è molto freddo, le condizioni migliori si dovrebbero trovare a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
Bike. Su queste montagne enormi possibilità per giri in mountain bike estivi. 
Accesso. Il viaggio in macchina è probabilmente la soluzione migliore, sicuramente la più economica. Da Bergamo a Banská Bistrica via Tarvisio, Vienna, Bratislava, poi diverse soluzioni su stradine meno battute fino a Zakopane, la più breve per la dogana al paesino di Sucha Hora. In tutto sono circa 1450 Km, prevalentemente autostrada. Per viaggiare sulle autostrade dell’Austria serve la vignetta, che si può acquistare nell’ultimo distributore italiano o in quelli austriaci; dura 10 giorni e costa 12 €. Vignetta anche per le autostrade slovacche, acquistabile in dogana o nei distributori; costa 6€, dura però solo 7 giorni.
In aereo si può volare su Cracovia o Poprad.

Cambio. In Marzo 2006 ad un Euro corrispondevano circa 3.75  Zlotych polacchi. Il costo della vita è più basso che in Italia, circa la metà.
Cartografia. Carte dettagliate al 27.000 e 30.000 del Tatrzanski Park Narodowy reperibili sul posto o su web: 
- www.cyf-kr.edu.pl/tpn
- kozica@tpn.zakopane.pl
- www.e-map.pl
- biuro@e-map.pl
Molto fornita in Italia la “Libreria del viaggiatore” di Sondrio: vel.it .
Logistica. L’orografia delle valli degli Alti Tatra è abbastanza insolita, con ampi valloni seguiti spesso da ripidi canali. Le gite migliori sono quelle in traversata, non sempre scontate. Per questo è molto utile il supporto di un locale, che potrà sempre indicarvi la gita migliore in base alle condizioni meteo e della neve. I Bassi Tatra ed i Tatra Ovest sono apparentemente più semplici, ma il fondo prevalentemente erboso può nascondere delle insidie per le slavine. Consigliamo sicuramente di contattare Zosia Bachleda, un affabile guida locale che potrà organizzarvi con modica spesa il soggiorno ed accompagnarvi sulle gite.
Alloggi. A Zakopane infinite possibilità di alloggi di ogni genere. Quando non eravamo in rifugio noi abbiamo scelto l’appartamento B&B (Villa Pod Laskiem) . Zosia potrà arrangiare per voi la migliore soluzione; comunque su web un’ampia scelta.

Rifugi. Sono tutti molto confortevoli, offrono servizio di mezza pensione entro le 30€. Tutti ad esclusione dello Schronisko Pieciu Stawow Polskich (dove non abbiamo pernottato) hanno l’acqua calda e la possibilità di fare la doccia, ma bisogna portarsi le salviette.
Lo Schronisko Kalatowi ha pure una sauna, che accendono dopo le 17 solo a richiesta.
Meteo. Condizioni neve, previsioni meteo su meteo.cyf-kr.edu.pl
Altri siti utili.
Ufficio Turistico Polacco
Tatra National Park
Discover Zakopane
Acqua-Park. Il versante polacco non è ricco di acque termali quanto quello slovacco. In caso passaste da Poprad non mancate l’AQUACITY. A Cracovia vi è un ricco Acqua-Park, oppure il più vicino a Zakopane, ma in territorio slovacco: www.oravice.sk

Sci-alpinismo sui Monti Tatra
Nonostante l’assenza di ghiacciai e la quota modesta (massimo i 2655m del Gerlachovský Stít), le montagne dei Tatra si prestano molto bene allo sci-alpinismo. Le perturbazioni da nord e ovest scaricano grandi quantità di neve prima sui Tatra Occidentali, o Západné Tatra, quindi sui Bassi Tatra, o Nízke Tatry, ed infine sugli Altri Tatra, o Vysoké Tatra. Questi ultimi sono però sicuramente il gruppo più rinomato per lo sci-alp per via dei suoi ripidi canali e vette più spettacolari; grandi combinazioni di traversate. I Tatra Occidentali, ed i Bassi Tatra, sono più modesti all’aspetto, con dorsali erbose che sovrastano le fitte foreste di pini cembri e faggi; comunque ottime sciate.
Insieme i tre gruppi coprono un’area di circa 60 km da est a ovest e 25 km da nord a sud, al limite occidentale della catena dei Carpazi. Le creste delle cime degli alti Tatra fanno da linea di confine naturale fra Slovacchia e Polonia. Da quasi tutte le cime si vede la pianura polacca con la città di Zakopane. In inverno si possono trovare spesso condizioni di neve fresca e polverosa, anche in grande quantità; meglio però farsi consigliare da una guida locale sulle condizioni dei pendii, specie in traversata, quando è difficile prevedere cosa si troverà “dall’altra parte”! In aprile è più facile trovare le condizioni ottimali di neve trasformata, che permettono quasi tutte le discese.
Indumenti. Fondamentalmente lo stesso equipaggiamento delle gite invernali sulle Alpi. In inverno però la temperatura può essere molto rigida, quindi regolarsi di conseguenza. Prevedere un ricambio per indumento per poter effettuare gite ogni giorno, e capi caldi per uscire dopo le gite e la sera.

Materiale. Vi è la possibilità di sciare numerosi canaloni molto ripidi, quindi oltre ai soliti ARVA, pala e sonda, portare ramponcini e picozza, imbragatura ed uno spezzone di corda. Un paio di pelli di scorta ogni 2/3 persone se intraprendete gite che prevedono traversate.
Meteo. I venti da nord e da ovest soffiano spesso su queste montagne, esasperando la sensazione di freddo, e portando spesso copiose nevicate. Non sottovalutate le gite per via della quota modesta delle cime.
GPS. Può essere molto utile in caso di brutto tempo, specie sulle gite in traversata! Noi abbiamo usato un GARMIN GPSMAP60CS. Potete scaricare il database con le tracce ed i waypoint delle gite clicca_qui
Clicca per scaricare il gdb GARMIN della gita
Con Google Earth potrete anche vedere le gite dal satellite
Profilo altimetrico delle gite
Day 1
Day 2
Day 3
Day 4
Day 5
Day 6
Day 7
Mappa generale d’inquadramento
Clicca per ingrandire
Altimetria e mappe ricavate da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata usando Garmin® GPSMA60CS

Polskie Tatry Photo-Gallery

Day 0: Il gruppo finalmente a Zakopane
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Day 1: Grzes (1653m), Rakon  (1879m), Wolowiec (2064m), Lopata (1968m)
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Day 2: Trzydniowianski Wierch (1758m), Konczysly Wierch (2002m), Starorobocianski Wierch (2176m), Bystrá (2248m). 
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Day 3: Krzesamica (2122m), Malolaczniak (2095m), e Kondracka Kopa (2004m) 
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Day 4: Kasprowy Wierch (1950m), Posrednia Turnia (2128m), Kosciele (2155m)
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Day 5: Discesa dal Passo Mechy (1662m) e visita a Cracovia
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Day 6: Zawratowa Turnia (2247m)/Gladka Przelecz (1994m)/Przelecz nad Wrotami (2022m)
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Day 7: Rysy (2499m)
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Panoramiche 360°

Vista a 360° dalla cima del Wolowiec (2064m)

Vista a 360° dalla cima del Lopata (1968m)

Vista a 360° dalla cima del Konczysly Wierch (2002m)

Vista a 360° dalla cima del Starorobocianski Wierch (2176m)

Vista a 360° dalla cima del Bystrá (2248m)

Vista a 360° dalla cima del Zawratowa Turnia (2247m)

 Testi, disegni e immagini  Copyright  ©  2006 Paolo Vitali – www.paolo-sonja.net
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