L'Ishkhanasar dalla strada di accesso
ARMENIA
ski-mountaineering
April 2012
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Dal Cosmic Ray verso l'Aragats con l'Ararat sullo sfondo
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Salita all'Ishkhanasar 3550m - Photo R.Vaia

Black & White - Aprile 2012
Cominciammo nel Marzo 2004 con i monti Rila e Pirin in Bulgaria, poi fu la volta dei Monti Tatra, prima dal versante Slovacco e poi da quello Polacco, per poi continuare con la Turchia, l’Aladağlar e i vulcani Erciyes e Hasan e l’anno successivo il massiccio del Kaçkar e Palandöken; poi passammo al Caucaso Centrale, il Monte Kazbek e la zona di Gudauri dal versante Georgiano e infine nella Repubblica Russa di Kabardino-Balkaria per le valli di Adyrsu e Adylsu ... non credo vi sia un razionale, ma i nostri viaggi scialp stanno sempre più prendendo una piega verso Est, come una calamita che a fine inverno ci attira in quella direzione!

B&W

Atterriamo a Yerevan in piena notte, l’unico volo utile per raggiungere l’Armenia. Non ci fermiamo nella capitale, che visiteremo al ritorno, e raggiungiamo subito in bus Tsakhkadzor, una cittadina che fu fiorente ai tempi dell’Unione Sovietica in quanto centro olimpico invernale.
Piombiamo subito nell’atmosfera post-russa:  lungo  tutto il percorso strade mal tenute, molte case diroccate, quelle intere mai imbiancate ma rigorosamente lasciate coi mattoni grigi a vista, gli uomini per la strada vestono in nero dalle scarpe al berretto. Il tempo nuvoloso con qualche scroscio di neve e pioggia rinforza la sensazione: ci sembra di essere arrivati in un paese in bianco e nero!
Dopo un paio d’ore di riposo facciamo la prima gita sul versante opposto agli impianti di sci, con un vento patagonico, che ci fa soffrire questa modesta quota 2746!
Il giorno successivo stesso copione nella zona del Passo Karkapan, dobbiamo desistere dall’idea di salire il Monte Azhdahak 3598m per il vento impossibile al passo, ripieghiamo alla Q2897 e quindi ritorniamo al villaggio di Tshaghkashen.  E’ domenica, non si lavora.  Sulla piccola piazza del villaggio (parola grossa)  ci accolgono uomini vestiti della festa con le scarpe nere  a punta  perfettamente lustrate, nonostante si aggirino per viuzze infangate e piene di escrementi di vacche e capre, il nostro andamento goffo con scarponi da sci e vestiti colorati come arlecchini solleva un po’ di sorrisi e chiacchere. Nell’unico bazar del paese acquistiamo un po’ di pane e caramelle (la birra è finita!), l’anziana signora dietro il bancone ci fa il conto con il pallottoliere!
Nonostante la stagione avanzata il Passo Selim è chiuso per la neve, dobbiamo quindi cambiare al volo il nostro programma: anticipiamo la giornata di turismo e con un lungo giro raggiungiamo il monastero di Khor Virap e alcune grotte, la sera siamo già alla stazione sciistica e termale di Jermuk.
B&W
La gita al Mt.Kisirdag per un'evidente infinita serie di bei panettoni ci porta nei pressi di una postazione militare a guardia del non lontano confine con l'Azerbaijan, paese con cui l’Armenia ha appena smesso di combattere una guerra, ma senza stipulare un trattato di pace! Situazioni che sembrano appartenere ad un altro mondo!
La strada che conduce alle pendici del’Ishkhanasar passa nelle remote regioni del sud di Vayots Dzor e Syunik, incastonate fra il Nagorno-Karabakh a est e l'enclave azera di Naxcivan a ovest; poco oltre la strada oltrepassa l'unico confine dell'Armenia con l'Iran. Saliamo l’Ishkhanasar per una elegante cresta e scendiamo diretti nel canalone frontale, una gita veramente perfetta!
Dalla cima mettiamo un piede in Nagorno-Karabakh, una regione contesa fra Armenia e Azerbaijan, che ha deciso la sua indipendenza con un referendum popolare, ma che nessuna comunità internazionale ancora riconosce!
Su questa vetta realizziamo appieno la situazione critica dell’Armenia, un paese uscito da recentissime guerre, con un’economia arretrata e isolata geograficamente da una situazione politica molto complicata!
L’Armenia conta oggi circa tre milioni di abitanti, ma si stimano più del doppio di persone per la diaspora a seguito del genocidio del 1915, quando furono uccisi circa un milione e mezzo di persone!
Geograficamente l’Armenia risulta bloccata a ovest dai confini (chiusi nel 1993) con il suo nemico endemico, la Turchia; a sud ovest l’Azerbaijan, altro nemico per via della questione del Karabakh, territorio popolato da Armeni ma completamente circondato da territori Azeri; a est ancora l’Azerbaijan; a nord la Georgia, recentemente in guerra con la Russia, paese con cui invece l’Armenia cerca di mantenere buoni rapporti per difendere i suoi territori! Infine a sud un piccolo lembo di terra confina con l’Iran, che nonostante sia un paese radicalmente islamico, è l’unico in buoni rapporti con l’Armenia, di cultura cristiana.

B&W

Forse proprio questo profondo attaccamento alle radici cristiane apostoliche, che fa dell’Armenia il primo paese ufficialmente cristiano, e indipendente dalla chiesa romana, è il collante che dà a questa popolazione una così forte identità nazionale che gli permette di resistere e continuare a lottare per la propria indipendenza. In questa situazione di isolamento geografico, è già difficile capire come possa sopravvivere un’economia ancora basata sull’esportazione di frutta, vegetali e un po’ di vino e cognac verso la Russia, e invece pare che negli ultimi dieci anni l’Armenia sia uno dei pochi paesi al mondo con crescita a due cifre! Non possiamo che augurare che questo miracolo Armeno continui,  soprattutto con una risoluzione dei conflitti con i suoi vicini!
Ora che abbiamo la situazione armena un po’ più chiara nelle nostre menti torniamo verso la capitale, e ci accoglie un favoloso tramonto che illumina splendidamente il Monte Ararat, simbolo ufficiale dell’Armenia, ma dal 1921 completamente in territorio turco!
Due giornate di pieno sole e completa calma di vento ci attendono per la salita alla Cosmic Ray Station e quindi al Monte Aragats, con i suoi 4090 m la massima elevazione dell’Armenia; ci riesce difficile immaginare la salita su questo interminabile altopiano con poca visibilità o con il vento dei primi giorni, e invece ancora una volta la fortuna ci assiste.
Da un punto di vista puramente sciistico queste cime non sono forse il massimo, lunghe distanze e pendenze mai elevate, ma il senso di spazio che ti circonda è qualcosa che riempie gli occhi, e ti lascia un’immagine indelebile scolpita nella memoria! Grazie Armenia e armeni per questo bellissimo viaggio ... sicuramente non l’ultimo verso est!

by Paolo Vitali.

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Panorama verso le cime Sud ed Ovest dell'Aragts appena partiti dal Cosmic Ray - Photo R.Vaia
Un po’ di cronaca del nostro viaggio
30/03 – Milano-Mosca-Yerevan
Il volo notturno via Mosca è praticamente l'unico modo di raggiungere questo remoto angolo del mondo!

31/03 – Yerevan-
Tsakhkadzor - Q2746
Verso la Q2746
Arriviamo la mattina presto (ore 05:20) all’aeroporto di Zvartnots. Andrey ci aspetta con il nostro bus e ci spostiamo subito al paese di Tsakhkadzor. Riposiamo un paio d'ore nell'elegante albergo di questa località sciistica, ex centro olimpico ai tempi Russi, quindi in tarda mattinata ci dirigiamo verso nord-ovest, sul versante opposto rispetto agli impianti di risalita. Nella zona del villaggio Takyarlu pelliamo e saliamo con gran difficoltà a causa del fortissimo vento la Q2746. La discesa non è male, ma inquadriamo quali possono essere le difficoltà in questa regione se il vento dovesse persistere!

1/04 –
Karkapan Pass - Q2897
Controvento verso il Karkapan Pass
Con un mitico Uaz raggiungiamo il villaggio di Tshaghkashen, ma oltre non c'è Uaz che tenga ... ci tocca scarrozzarci tutto il lungo accesso verso il Passo Karkapan! Poco male perchè oggi il vento è veramente patagonico, impossibile proseguire oltre il passo verso il nostro obbiettivo, il Monte Azhdahak 3598m. Ripieghiamo sulla Q2897 e da questa torniamo al villaggio, dove facciamo merenda attorniati da incuriositi locals, rigorosamente vestiti di nero, con scarpe laccate pur in mezzo a stradine impaltate. Nell'unico negozietto del villaggio ammiriamo l'anziana padrona fare i conti con un vetusto pallottoliere! 

2/04
Passo Selim - Jermuk
L'Ishkhanasar dalla strada di accesso
Il programma di massima per oggi prevedeva la salita di un paio di cime dal Passo Selim, ma la strada è chiusa per la troppa neve ventata. Considerato il vento a raffiche fortissime decidiamo di anticipare la giornata turistica al monastero di Khor Virap e alcune grotte. La sera raggiungiamo una altra stazione sciistica e  termale a Jermuk (pron. gèrmuk). La cittadina è carina e il centro termale merita una visita post sciistica!

3/04
Mt.Kisirdag Q2927
Il Mt.Kisirdag
Mattino ancora ventoso e perturbato. Attendiamo pazientemente fino a tarda mattinata il promesso miglioramento, che effettivamente arriva. C'è anccora tutto il tempo per una bella salita al Mt.Kisirdag, un'evidente infinita serie di bei panettoni proprio all'ingresso del villaggio. Poco sotto la cima vediamo in lontananza una postazione di militari a guardia del non lontano confine con l'Azerbaijan, per noi cose "dell'altro mondo"!

4/04
Mt.Ishkhanasar 3550m
Salita all'Ishkhanasar
La lunga strada da Jermuk verso l'Ishkhanasar conduce nelle remote regioni del sud Vayots Dzor e Syunik, incastonate fra il Nogorno Karabakh a est e l'enclave azera di Naxcivan a ovest; poco oltre la strada oltrepassa l'unico confine dell'Armenia con l'Iran.
Questa cima, originariamente non in programma, ci ha regalato una salita ed una sciata incredibilmente belle! Dalla cima due passi oltre ... ora abbiamo messo piede anche in Karabakh!... :-) La discesa è superlativa, direttamente nel canale centrale che lungamente abbiamo osservato in salita! E la giornata non è ancora finita: sulla strada di ritorno a Yerevan visitiamo il bellissimo monastero di Noravank, e prima di Yerevan un favoloso tramonto illumina splendidamente il vicino più famoso Ararat!


5/04
Cosmic Ray-Q3424m
Discesa dalla Q3424 verso il Cosmic Ray
La strada da Yerevan passa Byurakan e termina al villaggio di Antarut. Sotto un sole caldo e cielo blu cobalto ci incamminiamo sull'interminabile strada innevata che conduce all'osservatorio Cosmic Ray, sulle rive del Kari Lich. Quasi sedici chilometri scorrono senza pesare troppo sotto le nostre pelli, e vien da pensare come sarebbe stato in caso di brutto tempo, con scarsa visibilità, o magari con il vento dei primi giorni ... siamo proprio fortunati. Prima del Cosmic Ray abbiamo il tempo per una deviazione sulla Q3424, e una bella discesina diretta sulla casetta meteo che ci ospiterà questa notte. L'alloggio è molto spartano, due letti imbarcati e gli altri per terra ... la latrina è d'altri tempi ... ma un improvvisato tavolo da ping-pong ci fa dimenticare ogni difficoltà! La sera si pasteggia all'Armena, a brindisi di vodka, e sull'armonica di Ezio chiudiamo cantando Bandiera Rossa per la felicità dei nostri ospiti.
 

6/04 Mt.Aragats-Cima sud 3897m e ovest 4080m
Salendo verso l'Aragats South
La salita alla cima sud dell'Aragats (3897m) è priva di ogni difficoltà, almeno in una giornata con la meteo perfetta come oggi! Scendiamo sul versante opposto per salire anche la cima ovest (4080m). Questa ha l'ultimo tratto un po' più ripido, l'ultimo pendio innevato a sinistra ha qualche placca, che preferisco evitare di caricare in 11!... quindi gli ultimi metri sono a piedi sulla facile ampia cresta sud. Ci sarebbe ancora tempo e voglia per traversare al colle tra cime est e cima nord, per una salita alla più alta cima nord (4095m), ma questa si presenta priva di neve per il vento dei giorni scorsi, quindi desistiamo e sciamo al Cosmic Ray. Dopo un'abbondante merenda mettiamo ai voti se rimanere ancora una notte: la mancanza di altre cime da salire il mattino successivo e un letto comodo a Yereven vincono. La discesa dino ad Antarut si rivela tutt'altro che monotona su neve trasformata che tiene perfettamente ... e una bella grigliata Armena ci attende la sera! Altra giornata vissuta intensamente.

7/04 Yerevan
Echmiadzin
Una giornata di relax e turismo ci sta alla perfezione al termine di una tournèe scialp ... a zonzo per i mercati della capitale osserviamo anche il cielo che viavia si annuvola e nel pomeriggio sulle montagne è già prevista neve! Quanto siamo stati fortunati ... meglio di così non poteva andare, ma è già finita ... già tempo di cominciare a pensare alla prossima.
By Paolo Vitali.

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Informazioni generali
Il gruppo ormai collaudato e super-affiatato era composto da: Paolo & Sonja con Ruggero Vaia, Rino Salvadori, Denis e Vigilio Ganz, Franco Scotti, Bruno Cacciatore, Ezio Varesco, Umberto Isman, Bruno Piazzi. 
Il gruppo in cima al Mt.Kisirdag Q2927
Regione: Il Piccolo Caucaso, o Caucaso Minore, le montagne dell'Armenia si ergono fino ai 4090m del Mt.Aragats dall'altopiano mediamente ad una quota di 1500m. Sono quasi tutti vulcani, quindi più o meno salibili con gli sci da ogni parte, ma bisogna fare molto attenzione agli sviluppi. Cercare l'aproccio più breve è indispensabile, e comunque una buona dose di falsopiano va messa in conto. Uno scialp quindi differente per lo più da quello che abitualmente pratichiamo sulle Alpi; chi ama i grandi spazi troverà il suo pane!
Negozio a Tshaghkashen
Periodo consigliato: fine Marzo inizio Aprile dovrebbe essere il periodo migliore per sciare. Prima è troppo freddo e dopo mediamente piovoso.
Accesso: in aereo via Mosca alla capitale Yerevan. Il territorio Armeno è abbastanza piccolo, da Yerevan si raggiungono brevemente  tutte le località con un bus o taxi. Su alcune strade è necessario un mezzo 4x4.
Acqua termale a Jermuk
Visto: è necessario il visto turistico, che si può fare all'arrivo  all'aeroporto di Yerevan, costo circa 7 US$. Verificate eventuali cambiamenti dopo il 2012.
La cima dell'Ishkhanasar
Cambio: in Aprile 2012 il cambio era circa 511 ADM (dram) per 1 euro.
Cartografia: su web è possibile trovare mappe militari russe in scala 20K dettagliate con curve di livello fino a 20 metri.
Alloggi: nella capitale e solo nelle città maggiori è possibile trovare alberghi di livello medio e alto, altrimenti Hotel e B&B più modesti.  Per la salita al Mt.Aragats è possibile alloggiare nella casa della famiglia addetta alle rilevazioni meteo alla stazione Cosmic Ray nei pressi del Lago Kara Lich. 
Il monastero di Noravank
Meteo: a inizio Aprile abbiamo sofferto due/tre giorni di vento fortissimo, abbastanza normale in queste zone, poi bel tempo stabile per i restanti 5 giorni, con neve quasi completamente trasformata. Un paio di settimane prima di noi, a fine Marzo altri, altri amici hanno trovato polvere e molto freddo.
Indumenti: equipaggiamento alpino invernale "a cipolla", un piumino e qualche indumento caldo per la sera. 
Discesa dall'Aragats West
Materiale: ARVA, pala e sonda, ramponcini, non servono piccozza corda e altre attrezzature da ghiacciaio. Predisporsi sempre per autosoccorso e costruzione barella, meglio non contare troppo su aiuti esterni!
GPS: con bel tempo le salite sono semplici e molto logiche, ma dovesse subentrare nuvolosità  o nebbia improvvisa non vorrei essere nei panni di uno scialpinista senza GPS. Noi abbiamo usato un GARMIN OREGON 550T, su cui abbiamo caricato la WorldMap  di GARMIN e le curve di livello  al 20K dalle mappe Russe.
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Panorama 360° dalla cima sud del Mt.Aragts
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Panorama 180° dalla cima sud del Mt.Aragts, si vedono le cime ovest - nord ed est
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Panorama 360° dalla cima sud del Mt.Ishkhanasar

Mappa generale d’inquadramento
Altimetria e mappe ricavate da MapSource® WorldMap® rappresentano la traccia GPS rilevata usando Garmin® OREGON 550T
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Video



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Panorama sulle rive del lago Sevan - Photo R.Vaia
 Testi, disegni e immagini  Copyright  ©  2012 Paolo Vitali – www.paolo-sonja.net