ALP n°179 - Marzo 2000 - Monografia sulla
Val di Mello
Una Valle senza rimpianti
Foto: A.Gallo
|
Paradossalmente abbiamo realizzato appieno quanto belle
fossero le nostre montagne durante numerosi viaggi nei piu' remoti angoli
del mondo. Dopo giorni e giorni di cammino su interminabili morene sempre
uguali, senza vegetazione alcuna, con torrenti fangosi la cui acqua ci
toccava pure bere, un flash appariva chiaro in mente: una valle soliva,
rigogliosa di vegetazione d'alto fusto, verdi pascoli lambiti da acque
limpide di uno spumeggiante torrente, a chiudere l'orizzonte imponenti
pareti di perfetto granito ...... un sogno ad occhi aperti? no, semplicemente
ricordi della Val di Mello dopo un mese di Baltoro!
Abbiamo vissuto la Val di Mello in tutti i suoi aspetti:
le allegre scampagnate, il campeggio da morosi, le giornate di baita con
i pastori locali, le cascate di ghiaccio, l'arrampicata: dalle classiche
alle moderne, dai blocchi alle big-wall, dalla friction run-out alle vie
protette a fix dall'alto, e da ognuno di questi aspetti abbiamo ricavato
grandi soddisfazioni; sicuramente complice l'eccezionale ambiente naturale.
Oggi andiamo in Valle un po' meno spesso, ma non condividiamo
quei nostalgici elitari che rimpiangono la Valle dei loro giorni, "quando
c'era poca gente .... quando le vie erano protette solo naturalmente etc.etc...";
anche a noi infastidisce la folla, ma basta evitare i periodi di maggiore
affluenza, o semplicemente incamminarsi nelle laterali senza rifugi (Val
del Ferro, Val Qualido, Val Torrone) per ritrovare completa quite. La Valle
e' talmente bella che crediamo tutti abbiano il diritto di goderne, naturalmente
con responsabilita' per l'ambiente naturale. Sarebbe anche auspicabile
una certa sensibilita' da parte delle istituzioni, per sopperire laddove
questo rispetto venisse a mancare.
Oggi, nonostante alcuni sciocchi ed anacronistici tentativi
di sabotaggio delle vie moderne (vedi la rottura degli spit) convivono
in Valle praticamente tutti gli stili di arrampicata: dai boulder dell'ultimissima
generazione all'artificiale new-wave, passando per le classiche da proteggere
alle salite moderne protette dal basso a fix e con difficolta' obbligate
elevate. Basterebbe un minimo di apertura mentale per capire che tutti
questi stili possono benissimo convivere nello stesso ambiente, ognuno
puo' scegliere quello che piu' gli e' congeniale, accettando che altri
facciano cose diverse, magari troppo difficili per noi, un po' di tolleranza
ed umilta' per permettere che ognuno possa vivere la propria Valle. In
definitiva un invito a visitare questo angolo di alpi che nulla ha da rimpiangere
a ben piu' noti ed acclamati luoghi oltreoceano, anche' se cio' ci costringera'
sempre piu' a ricercare la quiete piu' in alto o in angoli piu' nascosti. |
|
|