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Recensione di Oscar Durbiano pubblicata sulla Rivista della
Montagna n°161 - Febbraio 1994.
La compilazione di una guida d'arrampicata, sia di montagna
che di falesia, è diventata un'impresa sempre più difficile
da portare a termine. Le esigenze di un pubblico abituato a elevati standard
editoriali hanno incrementato notevolmente il livello qualitativo delle
pubblicazioni uscite in questi ultimi anni. Il volume che riguarda l'area
del Masino-Bregaglia, proposto da Pietro Corti e Paolo Vitali, rappresenta
un esempio lampante di questa maturazione avvenuta tra gli scaffali delle
librerie d'alpinismo ed è destinato a diventare una pietra di paragone
per chi vorrà fare meglio sul piano delle guide d'arrampicata in
montagna. In 176 pagine la guida propone la descrizione e la mappatura
completa del gruppo Masino Bregaglia, facendo convivere pacificamente vie
aperte dagli anni trenta ai giorni nostri, passando con disinvoltura da
linee ormai quasi dimenticate alle ultime crezioni odierne. Un panorama
completo quindi, che offre terreni di gioco per tutti i gusti e capacità.
L'originalità della legenda d'apertura mostra una grafica curiosa
e simpatica e sdrammatizza un po' la classica seriosità dei volumi
alpinistici, pur rimanendo su posizioni di estrema razionalità e
precisione. Dopo una ricca introduzione logistica sull'area esaminata,
si scende nei particolari con l'elencazione di tute le zone prese in esame.
Oni area di arrampicata è collegata a un punto di riferimento preciso,
rifugio o bivacco che sia, che serviraà da punto di partenza per
affrontare gli itinerari descritti. Ogni parete, inoltre, viene presentata
con una vista d'insieme, una panoramica generale delle vie presenti e uno
schizzo molto particolareggiato con l'elenco di tutte le informazioni necessarie
per compiere l'ascensione. Si va dall'esatto numero di chiodi e spit presenti
su ogni tiro, ai tipi di protezione che si possono ulteriormente utilizzare
sulla via, specificando sempre la quantità di rinvii necessari,
tipo il numero di friend da utilizzare, etc.
Chuide il volume un indice un po' particolare (la definizione
è degli autori stessi), che presenta un' originale valutazione complessiva
di ogni itinerario proposto, giudizio formulato sulla quantificazione di
diversi fattori quali l'avvicinamento, la discesa, la difficoltà
tecnica, lo sviluppo e l'isolamento dal mondo esterno. Una soluzione intelligente
che permette, con un colpo d'occhio, di valutare tutte le variabili di
una ascensione confrontandole tra loro e di scegliere l'itinerario migliore
per le proprie esigenze. L'unica critica che si può muovere a un
lavoro di così elevata fattura riguarda la scala di valutazione
adottata, la vecchia UIAA, che rende complicata l'equivalenza con le gradazioni
in uso comune, la scala francese per intenderci, considerata pure l'assenza
della classica tabella comparativa delle difficoltà internazionali,
essenziale in casi del genere. Poco male, comunque: l'ottima qualità
compilativa di tutto il resto addolcisce l'aspetto contestato.
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