Sul confine con la la Siberia
Mongolia
Biking 2006
9-29 September 2006
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Tipico panorama in Mongolia
Altimetria e mappe ricavate da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata usando Garmin® GPSMA60CS
Biking through Mongolian golden autumn
Prologo.L’anno scorso parlando di ferie e paesi da visitare con un amico appassionato come noi di viaggi alternativi emerse l’idea di  una traversata nel paese di Gengis Khan: la Mongolia! Da quel giorno Paolo entusiasta ha cominciato a cercare informazioni e reperire materiale per organizzare questa nostra prima vacanza lunga by bike. Ha così trovato  ad Ulaanbaatar,  capitale del paese, un contatto col quale ha pianificato il nostro giro su due ruote. Non è stato poi così semplice; loro non avevano mai organizzato viaggi in Mountain Bike mentre noi non conoscevamo affatto il tipo di percorso …. Ci siamo fidati ed il risultato è stato un viaggio “strepitoso” sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto i nostri compagni d’avventura: Amos, Elide e Sergio “Barba-Lama”. Tre personaggi molto diversi tra loro ma decisamente deliziosi, caparbi  e capaci di adattarsi ad ogni situazione. La Mongolia poi con i suoi vasti spazi, le praterie sconfinate, le grandi greggi, i cavalieri nomadi e le leggende evocative dell’orda mongola ci ha letteralmente ammaliati. Nonostante avessimo letto racconti di viaggi  ed usanze di questo paese siamo rimasti  colpiti dall’ospitalità degli abitanti della Mongolia e la loro cultura nomade. Il nostro è stato decisamente un itinerario insolito e non convenzionale, all’insegna del fascino e dell’avventura. Insolito specialmente per la popolazione locale, per niente abituata a vedere turisti occidentali in bicicletta! Incuriositi, al nostro passaggio ci salutavano cordialmente e spesso ci invitavano nelle loro gher (tende circolari di feltro) per un bicchiere di yogurt, del formaggio o solamente per chiacchierare. Fortunatamente Batbileg, la nostra guida, ci faceva da traduttore simultaneo; l’idioma mongolo non è per nulla comprensibile. Abbiamo così cavalcato i nostro velocipedi dall’Hovsgol Lake, un magnifico lago immerso nella taiga siberiana, a ritroso fino a raggiungere Ulaanbaatar. In tutto circa mille chilometri in sella, con delle brevi ma deliziose varianti a cavallo e cammello, e qualche raccordo in 4x4. Provare per credere. Prima di partire Elide ed io eravamo sì entusiaste all’idea del viaggio ma abbastanza preoccupate dei terribili cani mongoli, spesso portatori di rabbia (almeno così descritto in tutte le guide turistiche). Niente di tutto ciò, a parte qualche rarissima eccezione erano miti come i miei criceti! Anche il tempo  poi è stato con noi clemente offrendoci giornate miti e soleggiate e tramonti spaziali. Le tante foto scattate ne sono la dimostrazione. Sonja B.

Da Hovsgol Lake a Ulaanbaatar    by Paolo V.
Monaci al monastero GandantegchinlenDomenica 10/09 - Day 1
Ulaanbaatar
Dopo tanti viaggi il trasferimento aereo è ormai solo una scocciatura, ma finalmente il temuto Tupolev della AEROFLOT ci deposita sulla pista della capitale mongola. Non sappiamo bene cosa aspettarci da questa terra!? La città è un po’ sgangherata rispetto agli standard europei, ma noi stiamo cercando il paese dei nomadi e dei grandi spazi, quindi ci appare fin troppo moderna e popolata! Il volo interno verso nord è domani pomeriggio, quindi abbiamo due mezze giornate per visitare le principali attrazioni della città: la piazza Sukhbaatar, il museo di Choijin Lama, il monastero Gandantegchinlen Khiid (il più grande della Mongolia), le colline ed il monumento di Zaisan, etc....     Photo-Gallery

Primi incontri verso HatgalLunedì 11/09 - Day 2
Moron-Hatgal
Nella cultura mongola non esiste il concetto di coda, è così che il rudimentale bancone del “Baggage Claim” di Moron ci prende più tempo del volo stesso sul Foker bimotore. Usciamo dal piccolo aeroporto dopo le 17, e facciamo finalmente conoscenza con i mezzi che dovremo “cavalcare” per queste tre settimane. Con un po’ di disappunto appuriamo che su cinque bici non una è ad hoc! Inventandoci meccanici impieghiamo più di un’ora a sistemare il minimo per poter partire! Siamo preoccupati all’idea di dover pedalare 1000 km su questi “cancelli con le ruote”, ma i colori di un tramonto strepitoso in quest’ambiente per noi completamente inedito ci fanno dimenticare tutto e 22km di sterrato ci scorrono quasi in estasi! Passiamo da Uushigiin Uver (Deer Stones), un antico cimitero con le maestose “pietre cervo”, pietre tombali; e tra branchi di cammelli e cavalli allo stato brado raggiungiamo quasi al buio il primo campo Gher: Hargant. Il folklore della nostra nuova dimora completa alla perfezione questa fantastica giornata.
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La pista verso Hovsgol LakeMartedì 12/09 - Day 3
Hatgal-Hovsgol Lake
Giornata di un blu strepitoso. Ancora un po’ di manutenzione ai nostri mezzi, e poi in sella. La strada sterrata diventa presto un faticoso tratturo con fondo sabbioso, non resistiamo a fermarci per continue foto, così la media di viaggio risultante è bassa! Verso le 13 il nostro cuoco ci prepara l’enorme Temolo acquistato ieri da dei pescatori, eccezionale! Nel pomeriggio passiamo l’Erhel Lake, poi verso le 17 montiamo tutti sui furgoni per poter raggiungere l’Hovsgol Lake prima di sera. Il tratto finale da Hatgal al Lago è completamente immerso in larici già completamente ingialliti, sembra un sogno, vorremmo pedalarlo ma è troppo tardi .... ma avremo modo di rifarci!
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Bimba Tsaatan con la sua rennaMercoledì 13/09 - Day 4
Hovsgol Lake
I colori di un’alba strepitosa ci accolgono sulle rive di questo enorme lago, una delle più importanti riserve d’acqua dolce del pianeta. Non sappiamo da che parte voltarci per scattare fotografie, da una parte i riflessi del lago e dall’altra le foreste ingiallite di larici siberiani, sovrastati da montagne fin quasi 3000 metri di quota. Spendiamo la mattina in una breve pedalata sul lago in direzione di Hatgal, per far visita ad una famiglia di Tsaatan “uomini renna”, che stanno smontando la loro “urtz” (tenda circolare identica ad un tepee indiano) per mettersi in viaggio verso il Darkhad, la loro regione di origine. Siamo affascinati dall’idea che questa gente riesca a vivere l’intero inverno ancora più a nord, in queste tende, con temperature che arrivano tranquillamente a passare i -40°C!! La giornata ci riserva ancora un giro a cavallo con visita a famiglie locali nelle loro Gher, ed infine un breve ma fascinoso giro in canoa in una rientranza del lago con le luci del tramonto.
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L'Hovsgol Lake salendo la cima Hyasha 2435mGiovedì 14/09 - Day 5
Toylogt-Hyasha
Siamo solo a metà settembre ma la brevissima stagione estiva siberiana è già al suo termine, la mattina e la sera l’aria è particolarmente frizzante, il piumino non da fastidio, e nella gher si accende volentieri la stufetta. Dalla panoramica penisola di Toylogt percorriamo 15km di sterrata sul lato occidentale del lago, da qui sul lago continua solo una sparuta pista, un’altra si inerpica molto ripida sulle pendici delle montagne della catena Khoridol Saridag Nuruu; seguendo questa raggiungiamo a fatica con le bici la cima della montagna Hyasha (2435m). Il panorama sul lago è fantastico, al suo termine vediamo le cime innevate del confine con la Russia,  e verso l’interno realizziamo il duro ambiente della tundra siberiana! Siamo invasi dalla curiosità per quest’ambiente, vorremmo poter avere a disposizione tutto il tempo necessario per poter avventurarci in queste lande sconfinate!..... Imitiamo la nostra guida Batbileg nel rito sciamanico (una religione a noi sconosciuta che dubitavamo di poter ancora incontrare) di compiere tre giri in senso orario intorno all'Ovoo di cima, e poi ci concediamo la meritata panoramica discesa.
Panorama dalla cima del Monte Hyasha - clicca per ingrandire
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Hovsgol Lake west costVenerdì 15/09 - Day 6
Toylogt-Hyasha
Decidiamo di spendere l’ultimo giorno a nostra disposizione in questo paradiso percorrendo il lato occidentale del lago, e rimpiangiamo di non aver abbastanza tempo per il giro completo, o per andare a cavallo fino alla regione degli uomini renna! La fantasia spazia in questi luoghi senza confini..... A metà lago incontriamo un uomo che vive solo per accudire un campo gher, ci offre il loro the e delle trote appena pescate! Non ci capiamo, ma bastano pochi gesti per intendersi e passare insieme pochi indimenticabili momenti!
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Luci del tramonto scendendo dal Burgan PassSabato 16/09 - Day 7
Toylogt-Moron-BurganPass-Bushi River
Lasciamo a malincuore questo luogo incantato! Torniamo fino a Moron sul 4x4 che ci accompagna e da li ricominciamo a pedalare in direzione del Burgan Pass. Il Passo è molto faticoso, ma siamo poi ripagati da una fantastica discesa con un tramonto infuocato su questo terreno dorato! Il tempo stringe, dobbiamo mettere il campo prima del buio, ma non resistiamo al frequente invito dei pastori di entrare nelle loro gher e dividere con loro del the, panna di yak o yogurt. Questa è la prima notte con le nostre tendine, consumiamo la cena sotto una luminosissima via lattea. Solo ora forse capiamo in parte il valore che per questo popolo ha la religione sciamanica!
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Perturbazione in arrivo sulla piana per Shine Ider VillageDomenica 17/09 - Day 8
Bushi River - Shine Ider
Prima mattina nuvolosa, ma qui nessuno sembra preoccuparsi della meteo. E così facciamo anche noi, pedalando fino a sera su e giù per queste praterie, in un festival di “prairy dog” che scappano ovunque ai lati della strada. Al primo buio arriviamo sotto un’intensa pioggia oltre lo sparuto villaggio di Shine Ider. In un lampo montiamo il campo sotto le travi di un recinto per pecore, ma nuovo e quindi dall’odore ancora sopportabile! Ogni tanto passa qualche pastore a cavallo, impassibili sotto la pioggia ci guardano quasi meravigliati perché cerchiamo di ripararci! 
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Per le strade di JargalantLunedì 18/09 - Day 9
Shine Ider - Jargalant
Purtroppo il mattino piove ancora. Rinunciamo a pedalare, anche se i pastori che incrociamo impassibili sotto la pioggia con i loro giacconi (sicuramente non impermeabili!) ci fanno sentire un po’ dei rammolliti! Peccato perché percorriamo un passo con formazioni granitiche molto belle, che sicuramente con il bel tempo ci avrebbe regalato fantastici scorci. Solo giunti a Jargalant possiamo finalmente montare in sella per “sgranchirci”. Il paese, come Shine Ider e Moron, ha un aspetto veramente desolato.
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Le colline prima di White LakeMartedì 19/09 - Day 10
Jargalant - White Lake
La mattina ci riserva il cielo più blu che ci sia mai capitato! Dopo un passo a 2340 metri pedaliamo su una bella pista verso il famoso White Lake. Una lunga giornata con 100 km! Quando ci fermiamo per il pranzo è un festival di bambini e pastori che ci fanno visita! Ci offrono crema di yak, un dolce a noi nuovo! Questi momenti, insieme alla sensazione di spazio, saranno certamente il ricordo più intenso del nostro viaggio, e questo è il motivo per cui vale sicuramente la pena visitare la Mongolia in bici e non su un mezzo 4x4! Prima di approdare all’accogliente campo Gher di Badmaaragg ci fermiamo sul lago e alla vista del vulcano spento di Khorgo Uul.
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Carro di una famiglia nomade pronta a spostarsiMercoledì 20/09 - Day 11
White Lake - Chuluut - Camp3
Dalla tranquilla ansa del fiume di Badmaaragg torniamo sulla via principale, e per la prima volta pedaliamo l’intera giornata su una pista regolare: riusciamo a fare 80 km in sella con medie fino ai 20km/h! Una sosta dovuta alle belle gole del fiume Chuluut e poi proseguiamo su terreno più ciclabile. In una delle tante visite ad una gher di pastori proviamo il tipico leggero liquore derivato dal latte. Ci sforziamo per ricambiare l’ospitalità, ma è un gusto che non riusciamo ad apprezzare! Prima del buio installiamo il nostro terzo campo, nel bel mezzo di mandre di yak!
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Un Ovoo segna il passoGiovedì 21/09 - Day 12
Camp3 - Tsetserleg – Thenher Hot Springs
Il tempo è di nuovo cambiato, uggioso ma senza pioggia. Il terreno è inizialmente pianeggiante ed il leggera discesa, nonostante i nostri mezzi riusciamo a tenere una media ancora sui 20 km/h; poi riprendono subito una serie di passi prima e dopo la cittadina di Tsetserleg. Una veloce visita alla roccia di Taikhar Chuluu, vicino al villaggio di Ikh Tamir, e a Tsetserleg, per cui nutrivamo qualche aspettativa, ma che si presenta più o meno come le altre, senza grosse attrattive. Dopo Tsetserleg comincia a piovere, e ci risparmiamo l’ultimo passo prima di Thenher Jiguur, un villaggio un tempo rinomata stazione termale, ora un po’ fatiscente, ma con una vasca di acqua termale veramente piacevole!
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Le mura esterne dell'Erdene Zuu KhiidVenerdì 22/09 - Day 13
Thenher - Kharakhorin
> Promette pioggia da un momento all’altro, ma decidiamo di partire comunque in sella! Senza sole la mattina pedaliamo anche con il piumino! Miracolosamente non piove e proseguiamo fino al pomeriggio, nonostante abbiamo parecchia lieve discesa siamo sempre controvento e facciamo una gran fatica! Non possiamo comunque percorrere in bici tutti i 130 km di questa lunga tappa, arriviamo a Kharakhorin in 4x4 co le ultime luci del tramonto, appena in tempo per qualche bella foto al famoso monastero di Erdene Zuu Khiid. La sera il nostro cuoco si esibisce in una ricca grigliata tipica mongolia, a cui facciamo una gran festa (come sempre!).
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Pastorello al tramontoSabato 23/09 - Day 14
Erdene Zuu Khiid - Camp4
Giornata di relax: spendiamo la mattinata al monastero Erdene Zuu Khiid, poi il nostro cuoco si esibisce al campo gher in una ricca tipica grigliata  mongola a cui rendiamo onore! Il pomeriggio ci attende una breve tappa “di trasferimento”. Solo circa 25 km e mettiamo il campo nel bel mezzo della prateria. Al tarmonto il cielo si rasserena progressivamente regalandoci sensazioni cromatiche incredibili! Quasi al buio completo passa un “bimbetto”, non più di 8 anni, a cavallo, piedi nudi, in cerca di alcuni capi della mandria!
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A cammello sulle mongols ElsDomenica 24/09 - Day 15
Camp4 - Mongols Els - Khogno Khan
Notte ventosa, e al mattino il cielo è di nuovo blu cobalto! Ottobre si avvicina, e fatichiamo già a mollare il piumino! Per la prima volta pedaliamo su una strada asfaltata, male e con buche di 30 cm, ma asfaltata. Tutto sommato qualche chilometro scorrevole non ci dispiace. Quando passiamo dalla zona desertica di Mongols Els, famosa per le sue dune di sabbia, un pastore ci offre un giro a dorso di cammello. Molto turistico, ma almeno per provare questa nuova esperienza! Riprendiamo per una sterrata che ci porta con la fantasia diritti al Far West ..... per raggiungere le montagne del parco di Khogno Khan, dove alloggiamo di nuovo in confortevoli Gher!
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Notte nella prateriaLunedì 25/09 - Day 16
Khogno Khan Park - Old Monk Temple - Camp5
Le guglie granitiche del parco di Khogno Khan staccano completamente dalla prateria circostante, creando un microcosmo tutto particolare. Con una breve camminata visitiamo le antiche rovine del tempio, e dopo un gustoso pranzo a base di montone rimontiamo sui nostri mezzi per pedalare in direzione dell’Hustai NP. Mettiamo il nostro ultimo campo in tenda in una fantastica prateria, con la solita piacevole visita di pastori a cavallo alle ultime calde luci del tramonto...
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BikingMartedì 26/09 - Day 17
Camp5 - Hustai NP
La Mongolia ci regala un’altra fantastica giornata tersa per questa che sarà la tappa in bici più lunga, passiamo i 100 km. Il fondo stradale migliore di tutto il viaggio, e un pelo di vento a favare però ci danno una mano. Lo sguardo continua a fissarsi su questo panorama, ripetitivo ma ammalliante, e qualche volta bisogna sforzarsi di mantenere sott’occhio anche la ruota anteriore ... pena ribaltamenti spiacevoli!  Ancora una volta il chilometraggi approssimativo dei nostri amici mongoli si rivela approssimato in gran difetto, all’ Hustai NP siamo a 160 km.
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A cavallo nell'Hustai National ParkMercoledì 27/09 - Day 18
Hustai NP
Basta una pedalata di una dozzina di chilometri per incontrare il primo branco di cavalli selvaggi Tackhi. Questa razza è famosa per la particolarità di avere un cromosoma in più, ed è praticamente l'unica rimasta allo stato brado. Nel pomeriggio rinunciamo alla lunga pedalata, però in gran parte su asfalto, verso Ulaanbaatar, a favore di una bellissima cavalcata nelle colline del parco. Assaporiamo appieno le ultime calde luci del tramonto dalla cima di una collina, domani questo sogno finirà!
Panorama sull'Hustai NP - Clicca per ingrandire
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Ultimo giorno verso UlaanbaatarGiovedì 28/09 - Day 19
Hustai NP - Ulambataar
Percorriamo la parte di sterrato ancora in sella alle nostre due-ruote, poi raggiunta la strada asfaltata per Ulaanbaatar montiamo sul 4x4 e con questo facciamo rientro alla capitale. Avvicinandoci ci accorgiamo della fitta cappa di smog sotto cui giace la città, colpevoli le enormi centrali termoelettriche nei pressi, che forniscono elettricità e riscaldamento a tutta la capitale, dove vivono un milione di abitatnti, praticamente un terzo dell'intera popolazione mongola! Chiudiamo questo fantastico viaggio con una cena immancabilmente a base di carne, e una speranza con i nostri nuovi amici mongoli: quella di tornare presto!
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Speriamo che questi nostri appunti possano servire ad altri per vivere un'esperienza altrettanto fantastica quanto la nostra. 
Buon viaggio,  Paolo Vitali.
Informazioni generali

Il gruppo che ha realizzato questo viaggio era composto da Paolo Vitali, Sonja Brambati, Amos Locatelli, Sergio Brambilla, Elide Scaccabarozzi. 

Il nostro gruppo in cima allo Hyasha
Ci hanno accompagnato:Batbileg,Batnunkh, Batbold e Tsolmon Baatar.
Gli amici che ci hanno accompagnato
Agenzie: pedalare senza un supporto, con borse, acqua, e senza conoscere quali piste imboccare è molto difficile e sicuramente bisogna prevedere almeno il doppio del tempo, facendo affidamento anche sulle famiglie di nomadi per ospitalità e qualche rifornimento. 
Su web potrete trovare numerose agenzie che organizzano viaggi in bici a prezzi simili, fatevi fare alcuni preventivi prima di scegliere.
Periodo consigliato: Fino a Giugno fa ancora molto freddo ed al nord non manca il ghiaccio. Luglio ed agosto sono sicuramente i mesi più caldi, ma anche quelli più piovosi, specie agosto. Settembre sembra essere il periodo migliore in quanto piove poco e le temperature sono ancora miti. Da ottobre riprende il freddo e molte località chiudono.
Colori autunnali nei pressi di Jargalant
Quota: i punti più alti raggiunti a piedi o in bici sono intorno ai 2400m, per il resto si pedala tra i 2200 ed i 1300 metri, per lo più sui 1600-1800. 
Temperatura: di notte e la mattina verso fine settembre si arriva già a zero. Fin mezzo giorno l’aria è sempre frizzante, poi nel pomeriggio con il sole si scalda decisamente fin superare ampiamente i 20°C. Appena tramonta il sole si passa dalla canottiera al piumino. Fra l’estremo nord a Hovsgol e la capitale vi sono circa 5°C di differenza.
Tramonto nella prateria
Visto: è necessario il  visto turistico valido 30 giorni. Si può richiedere il modulo che va rispedito compilato con una foto al consolato onorario in Italia (Torino) scrivendo all’indirizzo (mongolia@consolatodimongolia.it) o al consolato di Ginevra (mongolie@bluewin.ch ).

Viaggio aereo: La compagnia di bandiera mongola MIAT ha dei voli diretti estivi da Milano a Ulaanbaatar, ma fino all’ultimo è quasi impossibile avere certezza dei giorni orari e prenotazioni. Alternativa, volare AEROFLOT via Mosca o Pechino.

Volo interno su Moron
Cambio: In settembre 2006 ad un Euro corrispondevano T1450, Tugrik mongoli. Il costo della vita è più basso che in Italia.
Bike: Il terreno si presta particolarmente per la mountain bike: al di fuori di Ulaanbaatar, e le due direttive principali nord-sud ed est-ovest, non esistono strade asfaltate. Le strade principali sono sterrate simili alle nostre, ma tutte le altre sono spesso solo dei tratturi: due tracce di pneumatico nella steppa, percorribili solo da robusti 4x4, cavalli o bici. 
I nostri mezzi
Portarle o noleggiarle: Il limite di 20 kg del bagaglio sui voli internazionali rappresenta un grosso vincolo per portare le proprie bici! In alcuni voli interni il limite di peso è di 15 kg, bagaglio a mano compreso, ma La tassa per il sovrappeso è bassa (T2000 per kg); non è detto però che vi imbarchino un bagaglio così ingombrante. Alcune agenzie hanno bici da noleggiare, ma non aspettatevi la stessa qualità delle vostre bici in Italia! In Mongolia la bicicletta è pochissimo diffusa, importate da Korea o Cina, anche se diranno che sono americane!
Manutenzione alle bici
Materiale: Anche se appoggiati ad una agenzia portate qualche strumento per riparazioni di base alle biciclette.
Forature: incredibilmente su cinque persone, abbiamo sofferto una sola foratura in 18 giorni di bici. Ma meglio munirsi di camere d’aria e copertoni!
Villaggi di pastori
Cartografia: esiste una cartografia russa al 500.000, forse reperibile su qualche sito web; sul luogo (grandi magazzini di stato) si possono trovare alcune carte turistiche al 2.000.000 molto vaghe, e la ROAD ATLAS al 1.000.000, che è sicuramente la cosa migliore.
Dormire: La sistemazione migliore è nelle Gher fisse dei campi, che servono a turisti e viaggiatori. Si tratta di campi simili ai nostri campeggi, con bagni e docce comuni, e solitamente una Gher più grossa che funge da ristorante. Le Gher dove si dorme hanno un diametro di circa cinque metri, ed ospitano due o tre letti, una rudimentale stufetta a legna e un mobiletto. Sono molto accoglienti e piacevoli. 
Le tipiche Gher
Tende proprie: Nelle tappe più lunghe non sempre si raggiungono questi campi, quindi bisogna avere con se tendine, sacchi a pelo, e materiale per cucinarsi. 
Elettricità: 220V come da noi, e le prese sono come le nostre vecchie a due poli senza terra. Solo i campi Gher più grossi e vicini alle città sono però collegati alla rete 220; per lo più usano pannelli solari, e raramente ci sono prese nelle Gher a cui attaccarsi. Per ricaricare le proprie batterie può a volte tornare utile un pannellino solare.
Telefono: al di fuori della capitale e delle rarissime cittadine non vi è mai segnale. In queste in vece si può usare il proprio GSM, ma con contratto, con quelli a ricarica non siamo mai riusciti a chiamare.
Indumenti: normali indumenti da bici, con l’aggiunta di una felpa pesante per le giornate nuvolose, una giacca leggera impermeabile, e indumenti caldi per mattina e sera. Sacco a pelo caldo per la notte, tende e materiale da cucina è generalmente fornito dalla agenzia se ne fate uso, altrimenti attrezzatevi!
Cibo: a meno che siate vegetariani, non vi è nessun problema per l’alimentazione, che è varia ma a base prevalentemente di carne (manzo, pecora, cavallo, yak). Qualche verdura, un po’ di pasta, cioccolato, latte, yogurt, pane ... non vi mancherà nulla!
Cena nel campo Gher di Kharakhorin
Hot Springs: quando vi è l’occasione non perdete un bagno caldo nelle terme naturali. Sul percorso c’è una bella vasca al Campo Gher di Jargalant, ed un villaggio un po’ malmesso ma sempre piacevole a Tsengher Jiguur. 

GPS: la cartografia WORLDMAP della GARMIN riporta incredibilmente, anche se con grossa approsimazione, le direttive delle principali piste. La guida Lonely Planet riporta invece le coordinate di molte località. L’insieme delle due cose ci è tornata spesso molto utile per ritrovare la retta via! Noi abbiamo usato un GARMIN GPSMAP60CSx. Potete richiederci via mail il database GARMIN dei nostri due viaggi.


Mappa generale d’inquadramento
Altimetria e mappe ricavate da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata usando Garmin® GPSMA60CS
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Mappa del percorso Hovsgol Lake - Ulaanbaatar
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 Testi, disegni e immagini  Copyright  ©  2006 Paolo Vitali – www.paolo-sonja.net