Nell’immaginario collettivo occidentale
Cambogia significa Khmer rossi e Angkor Wat, ma la Cambogia è veramente
tutt’altro! E’ incredibile come i Kmer Rossi, un ristretto numero
di violenti assassini paranoici (solo poche migliaia si individui prima
che gli americani ci mettessero del loro) possano aver rovinato un paese
per una generazione intera, e lasciato questa pesante eredità ai
cambogiani! I segni più palesi per il turista sono i numerosi mutilati
che si incontrano per la strada, quasi tutti della nostra generazione (anni
sessanta). Se poi vi recate al museo di Tuol Sleng è impossibile
non rabbrividire alla vista delle atrocità commesse, che è
giusto raccontare per non dimenticare. Il vero carattere dei cambogiani
non si identifica con questi: sono sempre solari, allegri, generosi, sinceri
e onesti; bambini donne uomini, chiunque incrocerete con il vostro sguardo
vi sorriderà, e li farete felici semplicemente contraccambiando
un sorriso ed un “hallo”. Oltre al mitico sorriso “khmer”, colpisce in
questa popolazione l’intensità degli sguardi: con chiunque capita
di parlare, o almeno cercare di capirsi, avrete sempre lo sguardo diretto
negli occhi, e spesso questo è sufficiente a intendersi! Troppo
spesso nella nostra civiltà occidentale non si ottiene lo sguardo
dell’interlocutore, in genere segno che vi è qualcosa da nascondere,
perché gli occhi molto spesso parlano da soli! Angkor e i suoi templi
è sicuramente la bellezza per eccellenza da non perdere, ma se non
siete realmente studiosi di storia e archeologia potrete spenderci un paio
di giorni, non più di tre, poi la Cambogia del turista su due ruote
rivelerà la sua realtà rurale, con l’85% della popolazione
che ancora vive di agricoltura fuori dalle città, in baracche e
palafitte di legno, paglia e bambù in mezzo alle risaie, sul lago
Tonlè Sap e nella foresta, da assaporare al ritmo sufficientemente
lento della bicicletta, con infinite soste in mezzo ai sorrisi khmer. Questa
è la vera bellezza della Cambogia, incredibilmente rinata dopo tanti
anni di guerre e sofferenze, ancora povera e semplice, ma che può
trasmettere serenità a chi la visita con calma, una caratteristica
che speriamo possa non perdere mai, anche con le mutazioni che turismo
e nuova economia sicuramente a breve porteranno. Evviva il sorriso khmer!
Paolo Vitali.
25
Ottobre 2008 - Bangkok – Duan Lem - Battabang - 330 + 114 km Per
passare il confine tra Thailandia e Cambogia passiamo 4 posti di polizia,
uno tailandese, poi tre cambogiani: il primo ci fa compilare un modulo
con i dati, il secondo ci chiede la tassa in dollari americani o bath tailandesi,
il terzo riverifica il tutto! Peccato che non troviamo ad aspettarci il
furgone concordato .... Pronti via, e siamo già persi in Cambogia....
Esistono tre confini stradali tra Thailandia e Cambogia, due ad un paio
di ore di distanza fra loro sulla strada tailandese, peccato che l’autista
tailandese ci abbia depositato a quello sbagliato! Non senza difficoltà
riusciamo a capire l’errore e grazie al cellulare (che per fortuna qui
funziona) contattiamo l’autista e l’agenzia alla quale ci siamo appoggiati.
Purtroppo sul lato cambogiano non esistono strade che collegano i due posti
di confine.... Oltre alla polizia di confine solo qualche baracca ed un
hotel alquanto fatiscente. Riusciamo fortunatamente a trovare al volo un’auto
locale, sgangherata e rigorosamente senza targa, che dovrebbe portarci
attraverso una strada tutta buchi e fangosa fino a Battabang, la
prima città del nostro tour, dove speriamo di ritrovare il nostro
furgone con le bici. Una mezz’ora di viaggio e l’auto si ferma misteriosamente,
mi guardo intorno cercando qualche capanna locale a cui chiedere ospitalità
per la notte, meglio guardare la cosa dal lato positivo, potrebbe anche
essere un’esperienza positiva!... L’auto riparte ed è ormai sera
quando arriviamo a Battabang! Siamo in viaggi dall’Italia da 27 ore, una
cena frugale e finalmente il meritato riposo! Un unico rimpianto, aver
perso una mezza giornata di bici su queste strade “rurali” che a vista
sembrano stupende per pedalare in mezzo a natura e gente cordiale.... ci
rifaremo da domani!
26
Ottobre - Battabang – Wat Banan Wat Phnom Sapeau – 51 km bike Il
nostro autista Sophosh è riuscito ad arrivare a destinazione,
quindi con immensa felicità inforchiamo le nostre Mountain Bike
modello TREK, marca sconosciuta, che a parte gli ammortizzatore un po’
duri sembrano poter assolvere egregiamente il loro compito, e partiamo
per la prima “vera” giornata di viaggio! Da Battabang ci dirigiamo verso
sud su di una strada, forse meglio chiamarla pista, di terra rossa con
enormi buche, ottima per noi in bici, stupisce come le auto non 4x4
(non troppe per nostra fortuna) riescano a viaggiare, se pure a velocità
di poco superiore alla nostra!
Siamo ancora in periodo monsonico,
ma le nuvole lasciano spazio a un po’ di sole, pedalando si sta bene per
via dell’aria, ma appena ci fermiamo ci rendiamo conto che stiamo friggendo...
e le soste sono continue..... La gente, soprattutto i bambini ma anche
tante donne, nelle capanne ai bordi della strada continuano a salutare
e chiamare, vorrei prendere foto ovunque! Maggior parte delle capanne sono
ancora completamente in legno e bambù, con il tetto in paglia, e
grosse tinozze per raccogliere l’acqua piovana a lato..... un salto nel
passato, eppure così vicino, solo 27 ore! Dopo circa 24 km arriviamo
al Wat Banan, composto da cinque torri in pietra risalenti all XI secolo
abbastanza ben conservate sulla cima di una collinetta che si erge da queste
verdi pianure. Dopo aver mangiato alcuni frutti sconosciuti al mercatino
sottostante ripartiamo alla volta del Wat Phnom Sapeau, collegato al Wat
Banan da una stradina agricola tre km prima di quest’ultimo in direzione
ovest. Dei minacciosi nuvoloni neri avanzano compatti per la mia felicità
cromatica.... e poco dopo siamo costretti a riparare sotto una tettoia
per un mini diluvio universale.... ci fanno compagnia alcuni allegri bambini
ed un anziano, mentre alcune donne continuano imperterrite il loro viaggio
sotto la doccia! Quando finalmente smette di piovere un’altra occhiata
di sole rende tutto di un verde talmente intenso che sembra irreale, riusciranno
le foto a rendere la sensazione?! Dubito! Il Wat Phnom Sapeau è
un po’ una delusione per via delle costruzioni fatiscenti che lo circondano
sulla collina e la sporcizia abbandonata un po’ ovunque.... peccato! Speriamo
che i locali imparino col tempo a valorizzare meglio le loro bellezze...
Sulla collina anche due cannoni lasciati dall’esercito per contrastare
i Khmer Rossi, che avevano insediato in questa regione la loro ultima roccaforte.
Per tornare a Battabang riprendiamo la strada, hops la pista, che arriva
da Pailin, e ora capiamo cosa intendesse Sophosh per “very bumping”!
27
Ottobre - Battabang – Siem Reap – 90 km boat + 20 km bike Il
trasporto fluviale in questi paesi è sempre affascinante: ti permette
di vedere la vita quotidiana da un punto di vista diverso da quello solito
delle strade. Così rinunciamo volentieri ad un giorno di bici per
la possibilità di risalire lo Stung Sangker da Battabang fino al
lago Tonlè Sap, destinazione Siem Reap ed i templi di Angkor. Il
Tonlè Sap è in realtà un enorme bassopiano che occupa
una gran fetta della Cambogia centrale. Sulle mappe è segnato solo
il bacino principale permanente, ma alla fine della stagione monsonica,
cioè esattamente al nostro passaggio a fine ottobre, la sua estensione
quintuplica! Alla vista appare più come una infinita laguna piuttosto
che un vero e proprio lago alpino a cui siamo abituati! In effetti la sua
altezza varia da pochi metri ad un massimo di dieci, ma la sua alta pescosità
ne fa una ricca risorsa per il paese, e sono numerosissimi i villaggi galleggianti
di pescatori, perlopiù di origine vietnamita, che lo popolano. Dopo
pochi chilometri da Battabang i bordi boschivi dello Stung Sangker lasciano
lo spazio ad un infinito dedalo di canali tra le mangrovie tra le
quali la lunga chiatta con cui navighiamo serpeggia agevolmente. La realtà
dei villaggi galleggianti appare incredibile ai nostri occhi occidentali
e per di più montanari: vivono senza mettere i piedi a terra,
case lavoro scuola tutto si svolge su delle barche, o palafitte negli agglomerati
più grossi! Quando attracchiamo il nostro autista Sophosh ci attende,
è ancora presto, quindi possiamo godere questi 17 km fino al centro
di Siem Reap by bike!
28
Ottobre - Angkor Wat Small ring – 42 km bike I
templi di Angkor sono sicuramente la principale attrattiva turistica di
tutta la Cambogia, chiunque visita il paese passa per Angkor, ed a buona
ragione! Non mi dilungo nella descrizione dei templi, per i quali necessita
sicuramente una lettura di testi appropriati più approfonditi, dico
solo che sicuramente la bici è il mezzo migliore per girare in questi
luoghi con calma ed a propria scelta!.... partite presto il mattino, tornerete
comunque tardi perché i luoghi sono veramente tanti e tutti spettacolari.
Venti dollari per una guida (ve ne sono anche alcume disposte a seguirvi
in bici) sono sicuramente ben spesi per poter capire la storia di questi
luoghi. Le prime e le ultime luci del giorno sono sicuramente i momenti
migliori per le fotografie! Alcuni hotel a Siem Reap sono dotati di piscina,
ottimo refrigerio dopo una lunga e sicuramente sudata giornata in bici
per Angkor.... e la sera, a differenza delle altre città cambogiane
esclusa la capitale, ampia scelta di ristorantini bar e un po’ di
vita serale!
29
ottobre - Angkor Wat Large ring + Banteay Srei – 85 km bike In
programma c’è ancora una lunga pedalata per i luoghi di Angkor fino
a Banteay Srei, ma il mattino è decisamente monsonico!... prendere
l’acqua mentre si viaggia lo abbiamo messo in cantiere, ma partire sotto
una doccia scrosciante ci sembra eccessivo! Pazientiamo davanti ad una
tazza di caffè e una buona lettura fin quando la pioggia diventa
pioviggine, al che partiamo prontamente per recuperare il tempo perduto!
Le strade di Siem Reap sono tutte allagate. Sembra impossibile ma è
vero: con tutta la pioggia che fa non esiste un sistema di scolo
nel fiume che passi a lato, anzi quando il fiume si alza troppo è
lui che invade le strade... ma se pedalano loro possiamo pedalare anche
noi!... Tunff... le ultime parole famose.... lo strato d’acqua marrone
che scorreva regolare nascondeva un tombino aperto, o meglio una voragine
di un metro quadro dove finisco ingloriosamente.... le mani in alto a salvare
la macchina fotografica, esco completamente fradicio, ahi che male il piede....
che botta... mi riassetto e come nulla fosse riparto! Quando però
scendo di sella per la prima visita ad un tempio realizzo meglio il dolore
al piede, l’indice sinistro si ingrossa a vista d’occhio! Non voglio
perdermi neanche una giornata di questo viaggio, quindi cerco di ignorare
il male e continuiamo le nostre visite fino a Banteay Srei, poi sul ritorno
si scatena il secondo tempo del monsone quotidiano. Adottiamo la tattica
locale di pedalare quando la pioggia é meno incessante, quando invece
non ti lascia neppure la visuale ripariamo sotto la prima tettoia delle
abitazioni e bancarelle ai bordi. Ci accolgono sempre con il solito sorriso,
chi ci offre da bere, chi ci invita ad entrare nella “casa” principale!
Non hanno niente e ti offrono tutto.... Tutto sommato si rivela interessante,
anche pedalare sotto la pioggia rinfrescante poi non è male, forse
meglio che sotto il sole cocente tutti sudati... non tutto il male viene
per nuocere! La sera il mio dito è raddoppiato in volume e tutto
blu.... Fossimo in Italia una lastra al pronto soccorso non sarebbe una
cattiva idea, ma qui farsi mettervi mano non è molto consigliato,
meglio fasciarlo insieme all’altro dito e tenerlo così.
30
ottobre - Siem Reap – Beng Mealea – Kompong Cham – 300 km+58 km bike La tappa odierna è
lunghissima, da Siem Reap a Kompong Cham, con una deviazione al tempio
di Beng Mealea, circa 350 km, praticamente un trasferimento; per poterla
pedalare integralmente servirebbero almeno tre giorni, ammesso che
la pioggia dia sufficiente tregua! Noi non abbiamo abbastanza giorni a
disposizione e scegliamo di pedalare il tratto da Dam Dek a Beng Mealea,
il meno trafficato, evitando poi tutta la National Road da Dam Dek fino
a pochi km prima di Kompong Cham, dove risaliamo in sella per arrivare
al Mekong e attraversarlo sull’unico ponte in territorio cambogiano. Anche
in questi tratti relativamente brevi siamo continuamente costretti a delle
soste sotto le baracche dei locali nei momenti di pioggia torrenziale,
mentre abbiamo già fatto l’abitudine alla pioggerella meno intensa!
Un po’ di fortuna ci regala un’occhiata di sole proprio quando raggiungiamo
il fiumel Mekong.
31
ottobre - Kompong Cham – Phnom Penh – 93 km bike Piove
ancora.... Sophosh cerca di convincerci che la strada sterrata che costeggia
il Mekong verso Phnom Penh non è percorribile perché troppo
fangosa a causa delle ultime piogge, ma non riesce nel suo intento ...
cominciamo a pedalare, strada facendo decideremo il da farsi! Il ritmo
inizialmente è il solito, continue soste sotto i tetti locali in
corrispondenza degli scrosci impetuosi di pioggia, poi pian piano compare
il sole, e la strada sterrata risulta essere ben percorribile per tutti
i 63km fino a incrociare la nazionale prima di Phnom Penh, anzi direi proprio
perfetta per pedalare: fondo compatto un po’ bagnato, senza troppe ondulazioni!
Giornata perfetta in sella, qualche tratto sotto la leggera pioggerella
calda, sempre accompagnati dalle grida di richiamo allegre dei bambini
: “Hallo Hallo Hallo ... “.
Una decina d’anni fa avevamo
già risalito il Mekong con le imbarcazioni locali in Laos, allora
la bici per noi era solo una terapia per legamenti e menischi delle ginocchia,
mai ci saremmo immaginati che l’avremmo poi costeggiato in bicicletta sul
territorio cambogiano! Rimane solo poco tempo per un giro nel centro di
Phnom Penh, ma avremo modo al ritorno.
1
novembre - Phnom Penh – Takeo – 77 km bike Partiamo
per il sud sulla strada nazionale numero 2. Conviene sfruttare il pulmino
fino ad uscire dal traffico caotico di Phnom Penh, quindi cavalchiamo le
nostre “TREK” in direzione di Takeo. Più ci si allontana dalla capitale
e meno diventa trafficata la strada, anche se è sempre comunque
accettabile per pedalare. In genere l’estrema destra della carreggiata
è occupata da bici, motociclette, pedoni mucche e carretti.... macchine
e camion tendono a viaggiare sempre molto centrali, e quando sorpassano
invadono completamente la carreggiata opposta. Diversamente che da noi,
non ti devi quasi mai preoccupare di chi ti supera alle spalle perché
passa sempre molto largo.... ma piuttosto bisogna prestare molta attenzione
a chi supera nella direzione opposta... ogni tanto te li vedi arrivare
frontalmente con il clacson che suona in continuazione a chiedere spazio...
Il sole oggi la fa da padrone, un po’ rimpiangiamo l’acquerugiola dei giorni
scorsi! Tutto intorno sono risaie e palme, qualche baracca e bancarella
ai bordi della strada e palafitte come abitazioni sparse nelle risaie,
e i 77 km fino a Takeo scorrono più velocemente del previsto! Takeo
non ha nulla da offrire al turista, se non noleggiare un’imbarcazione e
recarsi ai siti pre-angkoriani di Angkor Borei, ma si può mangiare
pesce e aragosta fresca per pochi dollari!
2
novembre - Takeo – Kep - 103 km bike Prima
delle sette siamo già in sella, meglio approfittare delle ore meno
calde per questa lunga tappa: 103 km da Takeo a Kep. Siamo fortunati con
la meteo, non piove ma non vi è neppure il sole cocente... la giusta
dose di nuvolosità! Almeno fin quando arriviamo a Kep, piccolo villaggio
sul mare che a fasi alterne ha vissuto momenti di lustro e decadimento,
ora in ripresa grazie ad un po’ di turismo; proprio quando arriviamo al
mare compare il sole, come prenotato per godere un bagno refrigerante ed
un tramonto infuocato! Lungo tutto il tragitto le estensioni di risaie
sono a dir poco impressionanti, ormai siamo abituati al contrasto del verde
intenso, ma tutte le volte che ci vedo immerso un bambino è più
forte di me: devo fermarmi a fotografare. Non avendo visto alcun
mezzo agricolo sulla strada devo immaginare che tutti questi campi vengano
raccolti a mano, e le persone disseminate di tanto in tanto nelle risaie
non fanno altro che confermare! Per concludere in bellezza questa giornata
memorabile, la sera un “ristorantino” locale ci sazia a base di gamberetti
e granchio cotti al pepe verde, bagnati dall’immancabile birra Angkor,
il tutto per tredici dollari.
3
novembre Rabbit Island – Boat Dopo
la sudata di ieri, oggi giornata di completo relax! Con una barchetta locale
andiamo alla più vicina isola, la Rabbit Island, ed è sufficiente
per trovare bel mare limpido, spiagge di sabbia con qualche sparuto turista
occidentale (meglio però evitare la domenica perché frequentata
da molti visitatori locali da Phnom Penh), quanto basta per ricaricare
gambe e spirito. Sulla spiaggia sono già sorti alcuni minuscoli
bungalow-palafitta, molto spartani, ma veramente carini in questa oasi
di pace... se lo avessimo saputo ci avremmo sicuramente trascorso una notte!
4
novembre - Kep – Kampot - Tek Chhouu – 46 km bike Breve
tappa di soli 24 chilometri da Kep a Kampot. Sulla strada cerchiamo invano
la deviazione per delle grotte segnalate sulla Lonely Planet, ma dalla
descrizione non sembrano entusiasmanti per cui non insistiamo.... poi da
Kampot andiamo ancora in bici (circa 10+10km) fino alle “cascate” di Tek
Chhouu, che in realtà sono solo delle piccole rapide in un’ansa
del fiume, niente di che, solo per passare un po’ più al fresco
le ore più calde della giornata.... poi però un altro splendido
tramonto ci ripaga in riva al fiume. Volendo sopportare una tappona da
130 km si può pensare di stare un giorno alla Rabbit Island, e fare
in soluzione unica da Kep a Sihanoukville.
5
novembre - Kampot – Sihanoukville – 105 km bike Ultima
lunga tappa in sella del nostro viaggio, e oggi il sole è impietoso:
non ci abbandona per tutti i 105 km da Kampot a Sihanoukville. Fino ad
ora il terreno è stato pressoché piatto, nessun dislivello
rilevante, ma proprio agli ultimi venti chilometri di questa calda giornata
ci aspettano le uniche salite.... nulla di che, solo qualche su e giù
per delle collinette, in totale 450 metri di dislivello sull’intera tappa,
neppure degni di menzione nei nostri canoni... ma qui, alla fine della
giornata in sella, sotto il solleone, tra le undici e mezzogiorno, si fanno
sentire anche per una lucertola che ama il caldo come me! Sihanoukville
si rivela un po’ una delusione, ma era nelle aspettative.... Una cittadina
in frenetica espansione per un turismo sia occidentale che cambogiano crescente
a ritmi esponenziali. Costruzioni che sorgono ovunque senza una apparente
logica, spazzatura abbandonata stile grandi capitali asiatiche, spiagge
tappezzate di bancarelle e tettoie che i cambogiani amano usare per i picnic
dei fine settimana! Meno male che non lontano dalla costa vi sono isole
che dovrebbe essere ancora abbastanza intonse, a cui puntiamo per una rilassante
giornata di mare domani.
6
novembre – Isalnds – Boat Lo snorkelling non è
all’altezza, ma la tranquillità delle spiagge su queste isole si...
in giornata visitiamo solo le tre più vicine, e sembra che poco
più al largo ve ne siano di molto belle adatte anche ad immersioni.
La sera si festeggia a pesce e birra, ma a dire il vero è due settimane
che festeggiamo...
7
novembre - Sihanoukville – Kirirom – Phnom Penh – 250 km + 46 km bike Siamo
appena partiti ed è già finita.... due settimane volano nel
paese dei sorrisi!
Come la nazionale 6 da Siem
Reap a Kompong Cham, anche la nazionale 4 da Sihanoukville a Phnom Penh
è molto trafficata e conviene fare il lungo spostamento su quattro
ruote, che intervalliamo con una pedalata nel parco nazionale di Kirirom,
dove vi è una sorgente in cima alle alture di 670m con vaste pinete,
a circa 100 km da Phnom Penh, e quindi frequentatissime dai locali in cerca
di refrigerio la domenica. Abituati alle Alpi il luogo non è invece
di grande interesse per noi.... il bello della bici in Cambogia rimane
ai nostri occhi il pedalare nel verde sgargiante delle risaie tra il sorriso
della gente e gli “Hallo” dei bambini!
8
novembre - Phnom Penh Phnom
Penh è molto più piccola rispetto alle altre capitali del
sud est asiatico che abbiamo visitato, ma ugualmente caotica in quanto
a viabilità, inoltre proprio oggi la capitale si anima per
il 55° anniversario della liberazione dal colonialismo francese, quindi
gente da ogni dove del paese converge verso la capitale! Anche se un po’
allergici alle grandi città ed alle grandi folle in genere, almeno
una visita alle principali tappe è d’obbligo: Palazzo Reale con
la Pagoda d’argento, Museo Nazionale, mercato centrale di Psar Thmei e
mercato russo, ed infine l’impietoso ma immancabile museo Tuol Sleng con
la dolorosa storia dei Khmer rossi. Domani si rientra.... sull’aereo scorrerò
la cartina topografica del globo alla ricerca di uno spunto per il prossimo
viaggio!
Paolo Vitali
Informazioni generali
Quando
Meglio evitare il periodo monsonico
pieno da Maggio a metà ottobre, il periodo migliore per questo viaggio
è tra novembre e dicembre, anche gennaio e febbraio dovrebbero essere
possibili ma con temperature molto elevate, forse troppo per pedalare!
Noi abbiamo viaggiato l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre,
con qualche acquazzone soprattutto pomeridiano; prevedendo qualche sosta
per la pioggia è un buon periodo, l’ideale potrebbero essere le
prime due di novembre.
Per le tappe lunghe, se non
piove, partite presto il mattino, prima delle sette, in modo da concluderle
entro il loro orario di pranzo, cioè intorno alle 11:30, evitando
il caldo pomeridiano.
Viaggio aereo
Generalmente è più
economico volare su Bangkok, da cui con 5 ore circa di macchina ci si porta
al confine (quello giusto pero!), per raggiungere il paese di Pailin.
Da Phnom Penh si può
poi tornare a Bangkok con un volo abbastanza economico, oppure con una
decina di ore di macchina.
Visto
Si può fare all’arrivo
sul confine cambogiano pagando dai 20 ai 40 dollari a seconda delle mani
in cui si capita, portare una foto tessera. Per la Thailandia non serve
visto, basta il passaporto con validità di almeno 6 mesi.
Alloggi
Ci si può affidare ad una
agenzia locale per prenotare hotel e guest house nelle date schedulate,
o via web per quelle principali. Nelle città più importanti
ci sono sistemazioni per tutti i gusti, dalle più spartane per due
dollari a notte, agli alberghi con tutti i lussi immaginabili. Generalmente
con cifre dai 10 ai 20 dollari a notte si può avere una camera in
ottimi hotel a tre stelle, con aria condizionata e TV. Nei paesi meno turistici
troverete delle guest house accoglienti e pulite, pure con aria condizionata,
per una decina di dollari.
Appoggio
I biker più intransigenti
potranno viaggiare in indipendenza pedalando tutto il percorso con delle
borse sulla bici, naturalmente occorrerà prevedere più giorni
per spezzare le tappe più lunghe, e a seconda del periodo in cui
si viaggia calcolare delle pause a sufficienza per la pioggia!
Se volete prendervela un po’
più comoda, pedalare liberamente senza borse ed evitare qualche
trasferimento, potete organizzarvi un mezzo di appoggio. Numerose agenzie
su web offrono questo servizio, per lo più organizzano tutta la
logistica con tanto di guida di lingua inglese, ma insistendo si può
ottenere anche il solo mezzo di appoggio con autista e gli alloggi.
Strade
Le strade nazionali sono asfaltate,
con molti buchi e pezzate, ma facilmente pedalabili. Qualche volta viene
più facile pedalare nella striscia compatta di terra rossa ai bordi,
tra l’altro al riparo dai sorpassi in senso inverso! Le strade minori invece
sono in terra battuta rossa con enormi buche, e nei momenti di pioggia
diventano molto fangose e difficili, anche per i mezzi a quattro ruote!
Attenzione nelle città
quando piove agli enormi tombini aperti nascosti dal flusso d’acqua!
Bici
Ci si può portare la propria,
buona idea se avete una “full”, con i soliti problemi per l’imbarco in
aereo; oppure noleggiarla dalla stessa agenzia che vi fornirà l’appoggio.
Sul posto troverete delle bici accettabili in alluminio, ammortizzate solo
sulla forcella anteriore, freni V-brake e cambi sufficienti per il terreno
semplice che si dovrà affrontare. Se noleggiate la bici vi verrà
fornito anche un minimo di assistenza e strumenti per la meccanica. Portate
una borraccia termica.
Percorso
Il percorso complessivo è
di circa 1400 km, di cui poco più di 700 percorsi in bici e circa
700 su quattro ruote. Con l’appoggio di un furgone è possibile dosare
a piacere il mix, se viaggiate indipendenti è opportuno valutare
più attentamente le tappe.
Oltre ai 1400 km su terra
cambogiana bisogna aggiungere il trasferimento da Bangkok, circa 330 km,
e circa 130 km in barca.
Abbigliamento
Portatevi meno di quello che pensate....
se dormite in camere con aria condizionata una sciacquata serale a maglia
e pantaloni ed il mattino dopo saranno già utilizzabili! Noi abbiamo
sempre pedalato con un paio di bermuda sopra una mutanda imbottita, magliettina
sbracciata e sandali aperti. Guantini imbottiti da bici, occhiali da sole,
cappellino con visiera, e il casco consigliato almeno sulle strade nazionali.
Inutili calze e maglie pesanti!
Una maglia a maniche lunghe ed un pantalone sotto il ginocchio potrebbe
essere richiesto per la visita a qualche tempio.
Malattie
Consigliata la profilassi antimalarica,
e avere con se qualche repellente per le zanzare, anche se per la verità
l’unica zona dove abbiamo subito punture è a Sihanoukville.
Cibo
Ovunque è possibile trovare
un buon assortimento di cibo a base di riso o tagliolini, pesce o carne
e verdura. Molti ristoranti oltre alla locale cucina Khmer ormai offrono
menu internazionali con specialità tailandesi vietnamite ma anche
europee.
Assortimenti di frullati di
frutta, e bevande in lattina a tutti i gusti, oltre all’immancabile birra
locale Angkor, chiara e scura.
Moneta
La moneta nazionale è il
Riel, ma ovunque si può pagare in dollari, ricevendo pure il resto
in dollari. Nelle zone occidentali è anche accettato il Bath tailandese.
Ancora abbastanza sconosciuto l’euro, e magari cambiato alla pari del dollaro.
Conviene quindi partire con contante in dollari, e una carta di credito
per prelevare eventualmente ad un ATM, che si stanno ormai diffondendo
in ogni città.
GPS
Noi abbiamo usato un GARMIN 60CSx,
sulla cartografia WORLD MAP di GARMIN sono riportate con una certa approssimazione
tutte le strade nazionali e molte secondarie; molto utile quindi se si
viaggia in indipendenza. Se avete un furgone di appoggio con autista sarà
lui a darvi le indicazioni. Il database con la registrazione della nostra
traccia è disponibile in formato GARMIN gdb cliccando qui
Fotografie
Preoccupatevi di avere un buon
riparo per la pioggia e l’umidità!
Mappa generale
d’inquadramento
Altimetria e mappe ricavate
da MapSource® MetroGuide® Europe rappresentano la traccia GPS rilevata
usando Garmin® GPSMA60CSx
Photo
Gallery
25
Ottobre 2008 - Bangkok – Duan Lem - Battabang - 330 + 114 km
26
Ottobre - Battabang – Wat Banan - Wat Phnom Sapeau – 51 km bike
27
Ottobre - Battabang – Siem Reap – 90 km boat + 20 km bike
28
Ottobre - Angkor Wat Small ring – 42 km bike
29
ottobre - Angkor Wat Large ring + Banteay Srei – 85 km bike
30
ottobre - Siem Reap – Beng Mealea – Kompong Cham – 300 km + 58 km bike
31
ottobre - Kompong Cham – Phnom Penh – 93 km bike
1
novembre - Phnom Penh – Takeo – 77 km bike
2
novembre - Takeo – Kep - 103 km bike
3
novembre Rabbit Island – Boat
4
novembre - Kep – Kampot - Tek Chhouu – 46 km bike
5
novembre - Kampot – Sihanoukville – 105 km bike
6
novembre – Isalnds – Boat
7
novembre - Sihanoukville – Kirirom – Phnom Penh – 250 km + 46 km bike